77 Mil colombiani ancora senza i 500 mila pesos di la niña: c'è tempo fino al 2026

77.324 famiglie colombiane colpite dal fenomeno La Niña tra il 2021 e il 2023 non hanno ancora toccato il sussidio di 500.000 pesos promesso dal governo. La colpa? Un errore di battitura, un numero di documento invertito, un indirizzo dimenticato. Ora la Ungrd ha aperto l'ultima finestra: fino al 1° maggio 2026 si può ancora mettere a posto la pratica, ma solo chi è già dentro al registro Runda può sperare di ricevere il denaro.

La trappola dei dati sbagliati

Il sistema è implacabile: se il tuo nome è scritto male, se il codice CE della tua casa non coincide con quello dell'assistenza sociale, il bonifico non parte. Così, mentre le autorità annunciano con enfasi i «8,7 bilioni di pesos per la ricostruzione», migliaia di contadini del Chocó o pescatori della Guajira restano con le mani vuote. L'espediente usato per guadagnare altri 24 mesi si chiama eccezione d'inconstituzionalità: un'arma giuridica che la Ungrd ha impugnato per la prima volta nella sua storia, ammettendo implicitamente che il suo stesso database è un colabrodo.

Le correzioni possono essere fatte in due modi: recandosi negli uffici di municipio o governazione, oppure spedendo una fotocopia della carta d'identità a [email protected]. Nessuna novità, però: il registro nuovo è chiuso da maggio 2023. Se non eri dentro allora, ora è troppo tardi.

La mappa del danno

La mappa del danno

La Guajira fa da capolista con 13.633 casi irrisolti, seguita da Chocó (7.800) e Bolívar (6.801). Sono territori dove l'alluvione ha portato via persino i documenti, dove l'accesso a internet è un lusso e dove un'email spesso finisce nel vuoto. Eppure, per ricevere il sussidio, bisogna prima «validare» i dati, poi presentarsi in un punto Sured, Efecty o Supergiros. Un percorso a ostacoli che trasforma la solidarietà statale in una corsa ad ostacoli.

Il direttore Carlos Alberto Carrillo Arenas insiste: «Non c'è più tempo per lasciare tutto all'ultimo minuto». Ma la verità è che il «ultimo minuto» è già scattato tre anni fa, quando il freddo di La Niña ha trasformato i fiumi in tritacarne. Ora resta solo una data sul calendario: 1-5-26. Dopo, niente. Nemmeno un peso.