Acebo brucia: fiamme nella sierra de gata, l’origine è un rogo agricolo
Un incendio forestale ha cominciato a rosicchiare la Sierra de Gata domenica pomeriggio. Le fiamme sono partite da Acebo, municipio di 800 abitanti nella provincia di Cáceres, e in poche ore hanno divorato ettari di macchia mediterranea. L’ipotesi è una quema agrícola sfuggita di mano: la pratica, ancora consentita ma stretta da norme sempre più rigide, può trasformarsi in una miccia se il vento soffia a più di 40 km/h.
Operazione anti-fuoco: cinque squadre, un elicottero e due guardie forestali
Sul posto è scattato il piano Infoex della Junta de Extremadura, affiancato da unità del Ministerio para la Transición Ecológica e dalla Diputación de Cáceres. Cinque squadre terrestri, una helitransportada, un elicottero per il lancio dell’acqua e una pala meccanica stanno cercando di chiudere il perimetro. Due agentes del Medio Natural coordinano da terra: la loro esperienza serve a capire dove la fiamma potrebbe «saltare» il fossato successivo.
Il rogo è classificato di livello 0: nessun edificio o persona in pericolo immediato, ma la vegetazione è secca dopo un inverno corto e poco piovoso. Il Centro de Urgencias 112 Extremadura ha tenuto attivo fino alle 21 l’allerta gialla per venti forte sul nord di Cáceres. Una ventilación que, in queste condizioni, non «sposta» soltanto il fumo: sposta il fronte.

La lezione che nessuno vuole imparare
Acebo non è nuova agli incendi: nel 2015 un altro rogo partito da una corta di canne ha bruciato 1.200 ettari. Allora, come oggi, la colpa è stata data al vento. Ma c’è un dato che torna sempre: il 42% degli incendi in Extremadura nasce da attività agricole mal controllate. La legge impone comunicazione preventiva, estintori a portata di mano e personale di sorveglianza. Bastano due minuti di distrazione e la quema diventa una torcia da 800 °C.
La regione ha appena stanziato 4 milioni di euro per la prevenzione, ma i tagli agli enti locali hanno lasciato Acebo con una sola guardia forestale in servizio fisso. Il resto è «refuerzo estivo», stagionale. Tradotto: quando serve, l’uomo sul terreno è un volontario pagato 60 euro al giorno.
L’incendio è «sotto controllo» alle 22:30, ma la macchia brucia ancora in sottosuolo. Domani il vento cambierà direzione: se la temperatura supererà i 32 °C, il livello 0 potrebbe diventare 1. E allora serviranno rinforzi da Madrid.