La guerra all'iran spinge metà regno unito al collasso: 14 milioni in trincea

Il razzo che ha incendiato lo Stretto di Hormuz ha lasciato un alone di nero fumo anche sopra le case di Birmingham e Liverpool. Metà dei britannici, 14 milioni, oggi sceglie tra riscaldare e mangiare. Lo rivela l'ultimo tracker di Which?, che fotografa un'insicurezza non vista dall'autunno 2022.

Il petrolio a 90 dollari, i fertilizzanti schizzati del 40% e il gas che ritorna a tremare sul mercato continentale stanno trasformando il risparmio — un tempo cuscino — in cavo di salvataggio. Un quarto delle famiglie lo intacca ogni mese per coprire il buco tra stipendio e spesa. Fine dell'anno scorso? Pareva un'altra era.

Il sentimento crolla a -56, peggio di ogni previsione

Il sentimento crolla a -56, peggio di ogni previsione

La fiducia nell'economia nazionale è precipitata di 13 punti a marzo, fermandosi a -56. Non si toccavano livelli così bassi da dicembre 2022. Due britannici su tre si aspettano che nel prossimo anno le cose peggiorino; solo uno su otto osa sperare in un'inversione. Il barometro non ha ancora raggiunto il -78 della pandemia, ma la frecciata è netta: la guerra mediorientale ha rianimato la crisi dei prezzi che sembrava sopita.

La Bank of England ha alzato le stime d'inflazione al 3,5% per quest'anno e l'ha tenuta sopra il 2% fino al 2026. Traduzione: il potere d'acquisto continuerà a sanguinare. Prima dello scoppio del conflitto, il consensus prevedeva un ritorno al target entro l'estate. Quel scenario è saltato in Siria come i camion carichi di grano.

Sue Davies, responsabile politiche consumer di Which?, non usa mezzi termini: «La combinazione di prezzi alle stelle e instabilità globale sta rendendo insostenibile il bilancio delle famiglie». Il suo appello è chiaro: chi non ce la fa deve trattare subito con fornitori e cercare consulenza sul debito, prima che il precipizio si ingrandisca.

Le imprese, avverte l'associazione, devono giocare d'anticipo: rateizzazioni, moratorie, pacchetti social tariff. Altrimenti il prossimo cliente che abbandona il carrello virtuale sarà solo l'inizio di una trincea di insolvenze.