Albanesi comprano il porto del perù: la coca verso amburgo passa da lima

La coca peruviana ha trovato un nuovo casellante: Maglent Dybeli, cittadino con tre passaporti e cinque lingue in tasca, ha trasformato il Callao nel primo scalo sudamericano della cocaina diretta ad Amburgo. Il prezzo? Centomila dollari al chilo una volta sbarcata in Europa.

Le telecamere di Panorama lo hanno incastrato mentre spiegava come nascondere la polvere bianca sotto filetti di calamaro gigante o dentro mattoni rossi. Poi la moviola si è fermata: l’Fbi peruviana, la Dirandro, ha fatto irruzione in tre quartieri – Callao, Comas, Los Olivos – e ha trovato decine di pacchetti pronti per partire, radio ricetrasmittenti e documenti falsi. Il traduttore d’ufficio, però, non serviva: Dybeli parla spagnolo meglio di un porteno.

L’asse tirana-lima-amburgo

Dietro il volto da impresario, l’albanese ha tessuto una rete che parte dal Vraem, la valle coca del Perù, e arriva al porto di Lima. Lì, ogni container ha un marchio segreto: stella e delfino significa purezza garantita. A garantirla, Juan Vidal Vásquez Centeno, il rifornitore locale, e Rómulo Mengoni Calderón, specialista di carta d’identità taroccata. Il carico, una volta sigillato, mette la freccia verso l’Europa. Germania e Paesi Bassi sono i clienti più affezionati.

La logistica è chirurgica. La droga viaggia sotto tonnellate di pescato congelato; i controllori europei aprono, vedono solo ghiaccio e filetti. Ma se il cane fiuta, ecco pronto il piano B: mattoni forati, riempiti di coca, richiusi con malta rossa. Nessuno, in teoria, rompe un muro per controllare se è vuoto dentro.

L’ora dei conti

L’ora dei conti

Dybeli ha provato a giocare la carta dello straniero spaesato, ma il giudice non ci è cascato: diciotto mesi di carcere preventivo per lui e per i soci peruviani. Gli hard disk sequestrati nel suo appartamento di Los Olivos raccontano un’altra storia: email in albanese, fatture in euro, foto di container già partiti. Tradotte, rivelano partenze ogni settimana per oltre un anno. Il ministero pubblico parla di «impresa multinazionale del narcotraffico».

Il Callao, intanto, continua a scaricare pescherecci. Uno di questi giorni qualche mazzo di stelle e delfini finirà di nuovo sotto la luce dei riflettori. Per Dybeli sarà un problema da risolvere dietro le sbarre; per l’Europa, un promemoria: la coca più pura del pianeta passa ancora dal Vecchio Mondo prima di arrivare al porto.