Alferate leonesse in traffico online: scoperta rete di contrabbando di pelli
Almerī̀, 25 abril – Un’operazione della Guardia Civile ha svelato un’inquietante rete di contrabbando di pelli di leone, in un’escalation di attività illecite nel settore della fauna protetta.

Pelli autentiche e specie in pericolo: una rete complessa
L’inchiesta, denominata ‘Simbawake’, ha portato all’arresto di un individuo e all’intercettazione di una vasta collezione di esemplari protetti, tra cui marfil e parti di elefante, privi delle necessarie autorizzazioni. La scoperta, nata da un’allerta cittadina, ha rivelato la vendita online di due alfombre realizzate con pelli di leone (Panthera leo), valutate a 2.500 euro l’una – un macho e una femmina – in una piattaforma digitale.
Ma non è finita qui. L’ispezione di una residenza ha portato all’emergenza di un vero e proprio museo privato del crimine: centinaia di animali esotici, dai pumas agli antilopi nere, dagli orsi neri alle zebre, culminavano in una collezione di valore stimato oltre i 14.000 euro. Un’operazione, quindi, di proporzioni considerevoli, che mette in luce la persistenza di un mercato nero spietato.
La Guardia Civile sottolinea l’importanza del Convenio CITES, l’Accordo sul Commercio Internazionale di Specie Minacciate di Estinzione, volto a frenare il traffico illegale di esemplari selvatici. La necessità di permessi specifici per la detenzione e il commercio è un imperativo, non una mera formalità. L’arresto dell’indagato rappresenta un duro colpo per chiunque intenda lucrare sulla scomparsa di queste specie, un’onta per il nostro Paese.
Un’operazione che, frutto della collaborazione tra la Guardia Civile e il Servizio di Protezione della Natura, dimostra come la vigilanza e la determinazione siano fondamentali per tutelare il patrimonio naturale e culturale del nostro territorio. La lotta al contrabbando non è solo una questione di legge, ma di coscienza.
