A 25 all'ora, un'ebike cancella la vita di janet: «così ho rischiato di morire sul marciapiede»

Janet Stotko stava solo passeggiando. Un ragazzino di 14 anni, in sella a un’e-bike modificata per sfiorare i 40 km/h, l’ha centrata in pieno. Ha sbattuto l’asfalto priva di sensi, il sangue che si allarga sul cemento di Hastings, Minnesota. Venti giorni in terapia intensa, un trapano cranico, la respiratore per 48 ore: «I medici mi hanno detto: non capiamo come sia qui a raccontarlo». Ora Janet è diventata il volto di una rivolta civica che chiede regole, patenti e caschi obbligatori per chi trasforma il ciclo in moto.

La corsa selvaggia delle e-bike senza patente

Fino al 2017 i ricoveri erano rari. Poi l’esplosione: +100% all’anno negli Stati Uniti, +300% tra i minori a San Diego fra il 2019 e il 2023. Il motivo? Un buco normativo. La legge federale classifica la maggior parte delle e-bike come «biciclette tradizionali»; niente patente, niente assicurazione, casco facoltativo. Il risultato è un parco di due milioni di mezzi dove il confine fra bici e motocicletta è cancellato da un click sul controller.

Il mercato lo sa e ci marcia. Sul sito di un noto importatore europeo trovo modelli da 1.000 watt, 45 km/h dichiarati, con acceleratore a manopola come uno scooter. Li chiamano «e-moto» ma spedisco in versione «street legal» con un adesivo da 250 watt: in tre giorni il cliente riceve un missile legalmente equiparato a una bici da corsa. Lo conferma John Maa, chirurgo generale di MarinHealth: «È la fisica di Newton: forza = massa × accelerazione. Raddoppi la velocità, quadruplica l’energia cinetica. Un casco da bici non basta più».

Le città che frenano e i genitori che non sanno

Le città che frenano e i genitori che non sanno

New York fissa 24 km/h di limite assoluto, Florida scende a 16 km/h entro 15 metri dai pedoni, Connecticut impone il casco su tutte le e-bike e patente oltre 750 watt. Multe fino a 500 dollari, sequestro del mezzo se minorenne. A Hastings, dopo il volto di Janet, l’ordinanza è passata in quindici giorni: 24 km/h massimi sui sentieri, divieto di marciapiede, 300 dollari di sanzione. Il ragazzo che ha investito Janet ha preso una sola multa: guida senza età. Nessuna accusa per le lesioni: la legge non prevede reato.

Il problema, però, non è solo il teenager di turno. È il genitore che compra online risparmiando 300 euro, ignaro delle specifiche. Charles DiMaggio, epidemiologo di NYU, sintetizza: «Leggere il manuale è l’unico vaccino disponibile». Il suo studio mostra che il 62% dei feriti gravi non sapeva nemmeno in quale «classe» fosse la propria bici. La soluzione più banale – andare in un negozio fisico – si è rivelata la più efficace: lì ti spiegano che un 750 watt è una moto, non un giocattolo.

La stotko: «non voglio vendetta, voglio un patentino»

La stotko: «non voglio vendetta, voglio un patentino»

Janet oggi ha un piccolo deficit all’occhio destro e un tonfo di cicatrici sul cranio. Ma quando entra in consiglio comunale non trema. Ha portato una copia della tac post-operatoria, la foto del marciapiede insanguinato, la radiografia della frattura zigomatica. «Non chiedo pietà, chiedo un foglio: un permesso che dica “hai capito cosa significhi 25 miglia orarie”». Il sindaco di Hastings ha promesso un’ora di lezione di educazione stradale nelle scuole medie: basterà? Intanto Amazon e Walmart continuano a spedire e-moto con un clic, e il prossimo incidente è già in transito.

Il dato che fa gelare è un altro: nei primi quattro mesi del 2024 i ricoveri pediatrici per trauma cranico da e-bike hanno superato quelli da skateboard e monopattino messi insieme. La guerra al tempo perso: più di 30 stati stanno scrivendo leggi, ma la rete è più veloce. E finché un ragazzino potrà ordinare 60 km/h con la carta di credito di papà, il marciapiede resterà un tiro a segno.