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Bruxelles penalizza malta: +60 euro sul biglietto e 88 milioni di tasse verdi

Un volo per Malta costa già 60 euro in più rispetto a Tunisi o Tirana. Dal 2025 la stangata potrebbe raddoppiare. Colpa del sistema Ets che Bruxelles estende all’aviazione senza guardare il quadrante del Mediterraneo. Peter Agius, eurodeputato nazionalista, ha fatto i conti in tasca all’isola: 88 milioni l’anno di aumenti tariffari su rotte che per Malta sono l’unica arteria commerciale.

Il conto marittimo è ancora più salato

Ogni container che sbarà a Valletta da quest’anno si porta dietro un sovrapprezzo di 700 euro. L’ha calcolato Atto, l’associazione degli autotrasportatori, stimando un passivo da 25 milioni per le imprese maltesi. Le navi container asiatiche aggirano lo scalo free-port per risparmiare 100 mila dollari a viaggio, spostando il hub in Nordafrica. Risultato: Malta perde traffico, l’Europa perde competitività.

Agius parla di «dazio verde involontario» e chiede a gran voce il «cost of insularity test», una valutazione d’imposto obbligatoria su ogni nuova norma Ue per gli Stati insulari. Lo propone dal 2002, quando ancora il Green Deal non era in agenda. Oggi la maggioranza di Strasburgo lo guarda con simpatia, ma la Commissione tergiversa: valutazioni di impatto esistono, ma sono opzionali e, soprattutto, continentali.

La clausola che non arriva

La clausola che non arriva

Di recente Agius ha unito firmisti di ogni colore per introdurre una «island clause» nei trattati: flessibilità automatica dove la geografia impone costi strutturali. Il governo laburista di La Valletta, per ora, ha negoziato solo deroghe temporanee. Troppo poco, dice l’eurodeputato: «Le regole non devono penalizzare chi vive su un isolotto, altrimenti l’Unione smette di essere solidale e diventa una tassa sul mare.»

Il fronte interno si divide. I consumatori vedono lievitare la spesa, i sindacati temono delocalizzazioni verso il Nordafrica, i trasportatori chiedono sconti sui diritti portuali. Intanto il Pil maltese rallenta per il secondo semestre consecutivo. La Banca centrale stima un taglio dello 0,4% sul prodotto solo per il trasporto aereo.

Agius promette emendamenti al pacchetto Fit-for-55 e minaccia di votare contro la riforma Ets se non verrà inserito l’adeguamento per le isole. «Non è questione di clima o anti-clima», avverte, «è questione di giustizia.» A Strasburgo la battaglia si giocherà tra maggio e luglio. Per i maltesi il conto potrebbe salire a 150 euro a passeggero entro il 2026. Una manovra che, per l’isola, equivale a chiudere il cielo.