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Il vento a 93 km/h trasforma il minnesota in un inferno: a lake benton si contano solo case salvate

Theresa Jorgensen ha impiegato meno di un minuto per chiudere la porta di casa e raggiungere l’auto. In quei sessanta secondi ha visto il fuoco divorare metà collina che separa la sua veranda dal cielo del sud-ovest del Minnesota. Venti a 93 km/h – dato confermato dalla NOAA – hanno trasformato un prato in una trappola di fiamme alte tre metri, portando cenere e fumo dentro la sua sunroom a Lake Benton, 70 miglia a nord-est di Sioux Falls.

Il vicino pompiere che ha tenuto le mani sul cancello mentre il fuoco oscurava la casa

«Ho sentito odore di bruciato, ho guardato fuori e una colonna di fumo nero ha oscurato la finestra sud», racconta Jorgensen. Ha digitato 911, poi è corsa via. Quello che non sapeva è che Scott Christensen, vigile del fuoco in pensione che vive a due proprietà di distanza, stava già aprendo l’ingresso posteriore per spruzzare acqua sulle siepi. «Non riuscivo a vedere la mia stessa casa, ma Scott era lì, silenzioso, con l’ugello puntato sul nostro cortile», dice.

Sono arrivati i mezzi di sei distaccamenti: Lake Benton, Tyler, Ivanhoe, Arco, Elkton, Holland. Hanno formato una catena di autobotti lungo la cresta, tenendo le luci lampeggianti accese per segnalare la linea di fuoco. Il fronte ha lambito decine di abitazioni, ma nessuna è andata perduta. Una statistica che nel 2024 suona come un miracolo.

Cenere sui tappeti e la promessa: «non lasceremo che bruci nulla»

Cenere sui tappeti e la promessa: «non lasceremo che bruci nulla»

Il soffio ha spinto cenere e pezzi di corteccia fin dentro il soggiorno di Jorgensen, lasciando un velo grigio sul pavimento in legno. «Roba da cinque centimetri», dice mostrando la foto. Quello che resta è il ringraziamento collettivo: «Parlo per tutti i vicini, hanno fatto un lavoro da oscar». Il distretto di Lincoln County non ha ancora quantificato gli ettari bruciati, ma il dato che circola è secco: zero case perse, zero feriti gravi.

La praterie del Minnesota sono un tinderbox da mesi: siccità, erba secca, venti costanti. Sabato il mix ha generato un incendio che ha viaggiato più veloce di un’auto in tangenziale. È servita una catena umana – e qualche vecchio pompiere in pensione – per fermare la corsa. Il fuoco si è spento all’alba, ma l’odore di bruciato è rimasto appeso nell’aria per tutta la domenica. A Lake Benton non hanno bisogno di slogan: sanno che la prossima scintilla può arrivare con la stessa velocità. La differenza, ora, è che sanno anche chi metterà il corpo tra le fiamme e le loro case.