Andalusia stacca un assegno da 35 milioni per riparare le ferite del treno di burrasque
Il Consiglio di Governo ha firmato il conto: 35 milioni di euro per rattoppare l’andalusia che a gennaio ha tremato sotto il treno di burrasque. Carolina España, consigliera di Economia e portavoce dell’esecutivo, ha consegnato i numeri in conferenza stampa: un mosaico di danni dove ogni provincia ha il suo pezzo di disastro.
Cádiz inghiotte la metà del fondo, grazalema sopravvive con due milioni
La provincia di Cádiz si aggiudica la fetta più grossa: oltre 10 milioni. Dentro quel monte, Grazalema – il paese che il maltempo ha trasformato in un set di disastro ambientale – riceve da sola 2 milioni. Un’inezia, se la metti accanto al fango che ha inghiottito case e strade, ma sufficiente a garantire che la prossima tempesta non trovi la stessa fragilità.
All’altro capo della scala, Almería si accontenta di 1,4 milioni da spalmare su 41 municipi. Un importo che sa di contentino, ma che per i sindaci diventa l’unica ancora per ripagare gli agricoltori che hanno perso serre e raccolti in una notte.

Jaén e granada dividono il resto, mentre sevilla conta i cocci
Jaén riceve 6 milioni per 94 comuni, Granada5,1 per 112 località. Numeri che sembrano astrazioni finché non ti ritrovi a Ronda – la più colpita della provincia di Málaga – a spalare fango con le mani. A Sevilla toccheranno 3,3 milioni da distribuire tra 57 municipi: una cifra che vale meno di una passerella sul Guadalquivir, ma che per qualche sindaco piccolo significa potare alberi e rifare i muri a secco prima che cada il prossimo cielo.
Il dettaglio che nessuno dice: i 35 milioni non sono un regalo, sono un prestito alla fiducia. Se i lavori non partono entro l’estate, la burocrazia li riporterà indietro, intatti, alle casse della Giunta. E l’andalusia resterà col buco, pronta a riaprirsi sotto la prima burrasca d’autunno.
