Araqchi lancia l'amo a riad: via gli americani, siamo fratelli
Il ministro degli Esteri iraniano ha aperto un varco nel muro di fuoco che divide Teheran dagli arabi. Abbas Araqchi chiama l'Arabia Saudita «nazione sorella» e, nel medesimo respiro, ordina: «È tempo di cacciare le forze statunitensi». Il messaggio, pubblicato a mezzanotte sul suo account X, è un manifesto e un avvertimento.
Il drone diplomatico che ha colpito il cuore dell'awacs
Accanto al testo, una foto dell'E-3 Sentry americano distrutto sabato scorso nella base saudita di Principe Salman. Valore: 250 milioni di euro. Prestazioni: zero, dopo l'impatto di un drone della Guardia Rivoluzionaria. Araqchi non parla a vanvera: «Basta guardare cosa abbiamo fatto al loro comando aereo».
La frase è un coltellata precisa. L'Iran vuole dimostrare che può colpire gli Stati Uniti senza toccare gli alleati arabi, presentandosi come l'unica potenza in grado di offrire «sicurezza» alla penisola. È la vecchia tattica del nemico comune: se Washington «non rispetta né arabi né iraniani», allora Riad può scegliere un altro protettore.

Il conto in banca della paura
Le borse del Golfo hanno perso 23 miliardi di dollari in tre sedute. Il Brent è salito a 94 dollari. E mentre Araqchi scriveva, altri tre projettili iraniani si abbattevano su una base americana nel deserto kuwaitiano. Nessun morto, ma il segnale è chiaro: il prezzo del dissenso è quotato in tempo reale.
La offensiva diplomatica di Teheran nasconde un calcolo freddo. Riad è alle prese con Vision 2030, il piano di MBS per dismettere il petrolio. Ha bisogno di pace e di investitori, non di altri bunker. Araqchi lo sa e offre la scorciatoia: chiudete gli hangar agli F-15 e aprite le porte a noi. Il guaio è che, nel frattempo, i Patriot americani continuano a sparare, e i sauditi restano intrappolati tra due fuochi.
L'invito a «fratellanza» suona dunque come un ultimatum. Accettare significa rompere con Washington, rifiutare espone a nuovi raid. Il regno dei Saud ha 72 ore per rispondere: silenzio, per ora, ma i satelliti rilevano movimenti anomali di caccia da Prince Sultan. Qualcuno sta già scegliendo da che parte schierarsi.