Attacco alle prime luci: fermato il predatore del garage di millennium park

Una donna di appena vent’anni è scampata alla violenza grazie a due passanti che non si sono voltati. È successo lunedì all’alba, nel silenzio del parcheggio sotterraneo di Millennium Park, cuore turistico di Chicago. L’assalitore, un uomo ancora non identificato ufficialmente, ha aggredito la ragazza verso le 6:30 nel primo isolato di North Michigan Avenue. Due testimoni hanno sentito le urla, sono intervenuti, il predatore è fuggito. La polizia lo ha bloccato poco dopo. Le accuse sono in corso di formalizzazione.

Il racconto del primo soccorritore: «un urlo che non era normale»

«Ho sentito un tono acuto, rotto, un urlo che non era normale» racconta David Liu, 43 anni, manager di un hotel di fronte al parcheggio. «Ho visto la sagoma di un uomo che strattonava una ragazza verso l’angolo buio fra le colonne B2 e B3. Ho corso, un’altra persona è arrivata dal lato opposto. L’aggressore ha mollato la presa ed è salito di corsa le scale a chiocciola». Liu chiama il 911, altri due clienti del garage bloccano l’uscita pedonale. In sette minuti gli agenti del District 1 circondano l’area, rinchiudono il piano -2 e trovano l’uomo nascosto dietro un muretto di cemento. Nessuna arma, solo un coltello da cucina da 18 cm sequestrato subito dopo.

La vittima, studentessa fuori sede di Indiana University, ha riportato escoriazioni al volto e contusioni al torace. È stata dimessa da Northwestern Memorial entro le 11 con prognosi di sette giorni. «Fortunatamente non ha subito violenza sessuale completa» precisa la portavoce dell’ospedale, «ma lo choc è stato severo». Il commando di polizia non esclude l’ipotesi di una serie: «Stiamo incrociando le immagini delle telecamere con altri tre casi simili avvenuti tra gennaio e marzo sempre in strutture a pagamento del Loop» spiega il chief Kenneth Johnson. Nel 2023 i reati di aggressione sessuale nel centro di Chicago sono saliti del 12% rispetto al 2022, secondo i dati del Chicago Crime Lab.

Il business dei garage privati e il vuoto normativo

Il business dei garage privati e il vuoto normativo

Millennium Park ha 2.100 posti auto distribuiti su cinque piani: è gestito in concessione dalla Standard Parking, colosso quotato a Nasdaq che controlla 2.300 strutture in 400 città. L’area aggredita è poco illuminata, servita da soli nove telecamera a circuito chiuso, tutte rivolte verso le casse automatiche. «I garage non rientrano nella ordinanza cittadina che impone sistemi di videosorveglianza agli hotel e ai centri commerciali» denuncia Sharonda Williams, avvocata di Chicago Alliance Against Sexual Exploitation. «È un buco normativo: puoi aprire un parcheggio con due porte girevoli e zero controlli interni».

La sindaca Lori Lightfoot, in bilico per le elezioni di aprile, ha promesso un’ispezione lampo su tutti i garage pubblici del centro entro trenta giorni. Intanto il Chicago Department of Transportation valuta l’installazione di barriere a scomparsa e di collegamenti diretti con l’app 911 per permettere alle vittime di chiedere aiuto senza dover digitare. «Non basta aumentare i lampioni» taglia corto Liu. «Serve che qualcuno risponda quando si preme il pulsante d’emergenza, cosa che ieri non è successa».

Il sospettato, 28 anni, senza fissa dimora, aveva già un ordine di allontanamento dal parco Grant per aggressione verbale a una ranger del servizio forestale. Se la procura confermerà l’accusa di tentata aggressione sessuale aggravata, rischia da 4 a 15 anni. L’udienza preliminare è fissata per il 19 aprile. La studentessa, nel frattempo, ha già contattato un avvocato per valutare una causa civile: «Non voglio che il mio caso finisca tra le statistiche dimenticate» ha scritto in un sms alla NBC5. «Se serve, pagherò io i sensori di movimento per quel garage. Ma non lascerò perdere».