Austria: 4 su 10 prof in part-time, la neve blinda la settimana santa

Il Paese che aveva promesso scuola piena torna a contare i vuoti in cattedra: 35% dei docenti delle Pflichtschulen e 38% dei professori delle scuole federali non hanno l’orario completo. I numeri, pubblicati da Der Standard, crescono per il secondo anno consecutivo e tracciano una linea di confine netta: più si sale verso ovest, più le lezioni si assottigliano.

Vorarlberg, la provincia fantasma delle lezioni intere

Al confine svizzero il tasso di part-time tocca il 47% nelle scuole federali e il 45% in quelle obbligatorie. La neve non è l’unica cosa che copre le montagne: anche la presenza dei docenti si dissolve tra turni dimezzati e contratti flessibili. Tyrol e Alto Austria registrano percentuali simili, mentre a Vienna il dato si ferma al 28%. Il motivo? Il ministero scarica la colpa sulla clausola protettiva per i Junglehrer, i neolaureati costretti a insegnare con la triennale e a completare la magistrale nel tempo libero che non hanno. Risultato: da settembre possono fare al massimo metà cattedra. Una riforma salva-stress che lascia gli studenti con metà prof.

Il sesso che non conta: otto donne su dieci nelle scuole elementari lavorano part-time. Per gli uomini la quota si dimezza, ma nessuno parla ancora di welfare oltreconfine.

Un morto sotto l’hohen marchkopf, la valanga arriva a 250 metri

Un morto sotto l’hohen marchkopf, la valanga arriva a 250 metri

Sabato pomeriggio, mentre le campane preparano la Settimana Santa, due italiani scendono fuori pista. Uno, 41 anni, resta sepolto a 1,6 metri di profondità per mezz’ora. L’altro, 36enne, esce con una mano rotta e il compagno morto in tasca. Il manto valangabile misura 40 gradi di pendenza nord-ovest: una lastata di neve dura che, a vederla dal basso, sembrava stabile. I soccorsi di Hochfügen trovano il corpo proprio dove il segnale del transceiver si era spento. Morale: anche il miglior kit non legge la montagna.

Neve fino a 400 m, poi arriva il gelo pasquale

Lunedì le previsioni suonano come un rigurgito d’inverno: 0-11 °C, nubi basse da Vorarlberg a Vienna, fiocchi fin sotto i 400 metri sul versante nordalpino. La neve ha già imbiancato i tetti di Salisburgo e Stiria, dove l’agenzia meteorologica ha lanciato l’allerta gialla per ghiaccio a partire dalle 18. L’aria si sblocca solo giovedì, quando il sole timido spunta sull’Oberland e i termometri si arrampicano fino a 15 °C in Carinzia. Ma attenzione: la strada per la Pasqua corre ancora su lastre di neve fresca.

Autostrade a due corsie, l’upper austria resta incastrata

Chi sogna la terza corsa fra Linz e Ansfelden dovrà aspettare la valutazione ambientale. L’ASFINAG ha rimandato i cantieri al prossimo piano finanziario, il ministro Hanke custodisce la decisione in un cassetto «ancora da redigere». Intanto sulle A8 e A1 passano 3-4 milioni di tir all’anno, numeri da Brennero senza lo spazio per sorpassare. Il consigliere Steinkellner promette un’eccezione per la corsia di emergenza, ma serve un via libera verde. E il 2027, quando Praga collegherà Wullowitz, porterà altro traffico verso l’Austria senza un piano B.

Mentre le scuole restano chiuse fino al 6 aprile e l’ÖBB invita a prenotare per «la Pasqua più affollata dell’anno», il Paese conta i suoi paradossi: più maestri in part-time, più neve a bassa quota, più camion su due corsie. I numeri, questa volta, raccontano una storia sola: l’Austria ha scelto di rallentare, ma il mondo fuori continua a scivolare veloce.