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Colorado blinda il suo ponte più trafficato: 2 milioni per evitare il crollo

Notte e nebbia, un cantiere sospeso sopra l’I-25, e una corsia sola per smaltire il traffico di Denver. È questa la scena che si ripeterà ogni sera, dalle 20 alle 5, fino all’autunno 2026, mentre il Colorado Department of Transportation taglia il cemento malato e sostituisce giunti, drenaggi, anime d’acciaio.

Lo dice chiaro Maddie Garbalagtys, portavoce di CDOT: «Non stiamo riparando, stiamo anticipando. Se aspettassimo un altro inverno, il costo raddoppierebbe e il ponte chiuderebbe per mesi». Il progetto vale 2 milioni di dollari, una cifra che sembra un affare se paragonata ai 15-20 milioni che servirebbero per una ricostruzione completa dopo un cedimento.

Il nodo viario che tiene in piedi il nord di denver

L’I-270 e l’US-36 sono le arterie che collegano Boulder, Westminster e Commerce City al downtown. Ogni mattina, 120 mila veicoli attraversano quel ponte. Un blocco totale costringerebbe i camion di Amazon e i pendolari a deviazioni di 45 minuti. CDOT ha scelto quindi la via chirurgica: una corsia alla volta, di notte, quando i tir sono fermi e la neve non ha ancora imbiancato l’asfalto.

I tecnici hanno trovato infiltrazioni d’acqua nel manto d’usura e micro-fessure nei tiranti principali. L’acqua ghiacciata allarga le crepe come una cuneo. Il risultato? Dissesti che, in caso di grandine o neve fusa, trasformano la carreggiata in un acquascivolo. Per questo stanno installando nuovi canali di drenaggio e barriere di espansione in polimeri ad alta tenacità.

Il calendario degli incubi (solo di notte)

Il calendario degli incubi (solo di notte)

Lavori solo da lunedì a venerdì, 21-5. Fine prevista: ottobre 2026. Per i nottambuli del volante sarà un rosario di lampeggianti gialli e odore di catrame caldo. Ma c’è un premio: l’asfalto che vedranno sarà rilanciato con fibre di grafene, una miscela che promette 15 anni di vita invece di otto e un grip superiore del 20% sul ghiaccio.

Il governatore Jared Polis ha già fatto circolare la voce: se il cantiere resta in tempi e in budget, il modello verrà replicato su altri 37 ponti a rischio «structurally deficient» censiti nel 2023. Tradotto: Colorado vuole scongiurare il copione drammatico del 2007, quando il crollo di un viadotto sull’I-35 in Minnesota costò 13 vite e un miliardo di danni.

Perché conviene al tuo portafoglio

Perché conviene al tuo portafoglio

La manutenzione preventiva costa 30-40 volte meno della ricostruzione post-crollo, secondo l’American Society of Civil Engineers. E poi c’è il fattore assicurativo: le compagnie stanno alzando i premi sui tratti ritenuti ad alto rischio. Un ponte «green-tag» come quello che verrà, invece, riduce le tariffe RC auto del 2-3% per chi transita quotidianamente.

Lo scenario è chiaro: si può bestemmiare per la corsia unica stanotte, oppure prepararsi a pagare un pedaggio più salato quando il cemento cederà. Colorado ha scelto di pagare adesso, in fretta e in notturna. Perché un ponte che non si rompe è anche un’economia che non si ferma.