Baigorria in diretta: insulti, said palao e un'azienda fondata il giorno dello scandalo
Una diretta Instagram pensata per vendere biglietti di una lotteria benefica si è trasformata in un regolamento di conti pubblico. Alejandra Baigorria, imprenditrice peruviana conosciuta come la Rubia de Gamarra, ha perso la pazienza davanti a migliaia di follower mentre il suo chat esplodeva di commenti sul marito Said Palao, fotografato in piscina con altre donne e finito al centro di uno scandalo diffuso dal programma Magaly TV La Firme.
La diretta che nessuno si aspettava
Baigorria voleva parlare della sua nuova rifa digitale, una lotteria online con premi in denaro, elettrodomestici e appartamenti, i cui proventi finanziano anche la costruzione di un rifugio per cani. Quello che ha ottenuto è stato un processo in tempo reale. Gli utenti ignoravano completamente il progetto e inondavano la chat con riferimenti alle immagini del marito. Lei ha retto per qualche minuto. Poi ha ceduto.
«Qui ci sono le perfette, le moraliste», ha attaccato all'inizio, cercando ancora di mantenere il controllo. Ma quando una certa Macarena Gordillo ha insistito, la risposta è stata tagliente: «Macarena, pregheremo per te, che Dio ti guarisca l'anima e che tu guardi la tua vita, perché chi è senza peccato scagli la prima pietra». La citazione evangelica usata come arma. Non male.
Il tono è salito ancora. «Giratevi, guardatevi allo specchio e pensate a tutto quello che avete fatto nella vostra vita», ha detto. Poi, senza filtri: «Chi non vuole stare qui può andarsene o può andare a grattarsi le palle». Frase che, com'era prevedibile, è diventata virale nel giro di poche ore.

Il dettaglio che cambia tutto: l'azienda fondata il giorno dello scandalo
Mentre la diretta faceva il giro dei social, Magaly Medina nel suo programma mostrava documenti che rendevano la storia molto più complicata. Il 13 marzo, lo stesso giorno in cui circolavano le foto compromettenti di Palao, Baigorria e il marito hanno fondato insieme una società chiamata «Tu gringa AB SAC». Palao figura come gerente generale e azionista, insieme al fratello di Baigorria.
La ripartizione del capitale è precisa: Baigorria detiene 5.100 azioni, Palao e il fratello 4.950 ciascuno, per un capitale iniziale di 15.000 soles. Una società paritaria, fondata nel giorno peggiore possibile, o forse non casualmente in quel giorno.
Medina non si è trattenuta: «Lei lo nomina direttore generale. Come a quest'uomo, che apparentemente non ha successo nella vita, lei cerca di dargli potere. Io lo toglierei dalla società. È facilissimo. Perché deve farlo con lui dopo quello che ti ha fatto?» La domanda era retorica. La risposta, almeno pubblicamente, non è arrivata.

Una storia che dice molto più di quello che sembra
Quello che emerge da questa vicenda non è soltanto il dramma personale di una coppia peruviana sotto i riflettori. È la meccanica brutale dell'economia dell'attenzione: Baigorria cercava visibilità per il suo progetto imprenditoriale, e l'ha ottenuta, ma al prezzo di diventare lei stessa lo spettacolo. Il rifugio per cani è passato in secondo piano. Lo scandalo ha vinto, come quasi sempre.
Quel che colpisce, però, è la coerenza di fondo della sua posizione. Difende Palao in pubblico, lo mantiene in azienda, lo nomina gerente il giorno in cui il suo nome è su tutti i giornali. Che sia fedeltà cieca, calcolo strategico o qualcosa di più complicato che nessuno dall'esterno può capire davvero, una cosa è certa: Alejandra Baigorria non ha nessuna intenzione di recitare il copione della vittima. E questo, nel circo mediatico peruviano, è già una posizione.
