Bezzecchi schiaccia tutti a austin e riconquista la corona: è un italiano in fuga
Marco Bezzecchi ha spento i motori degli altri. A COTA ha infilato tutti, compreso il compagno di box Jorge Martín, e ha rimesso la corona italiana dove secondo lui deve stare: in testa al mondiale. Gli americani hanno urlato, gli spagnoli no.
È successo sabato sera, sotto un cielo da western. Bezzecchi è scattato come un razzo, ha tenuto il Aprilia RS-GP in traiettoria perfetta per 20 giri e, quando ha tagliato il traguardo, aveva più di 3 secondi sul primo inseguitore. Un' eternità, in MotoGP. Alle sue spalle Martín ha stretto i denti, Acosta ha fatto il diavolo a quattro sulla KTM, ma nessuno è riuscito a scalfire la freddezza di Rimini.
Il tabellone che fa paura
La classifica ora dice Bezzecchi 97 punti, Martín 92, Bagnaia 83. Cinque punti di margine sembrano pochi, ma sono un abisso se consideri che l'italiano ha vinto due gare nelle ultime tre. Il dato che fa tremare i rivali è un altro: ha ottenuto la pole, il giro più veloce in gara e il podio più alto per tre volte consecutive. Statisticamente, chi viaggia a questa cadenza a metà stagione è già a braccetto con il trofeo.
Il Circuit of the Americas, poi, è un banco di prova crudele: 5,5 km, 20 curve, asfalto che si spacca sotto il sole texano. Bezzecchi ha gestito gomme e benzina come un computer, infilando il suo tempo sul giro in 2'02″731 quando gli altri arrancavano oltre il 2'04″. Tradotto: ha corso metà gara con il pilota più veloce dietro di lui che non ha mai visto il suo fanale.
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Perché questo successo vale doppio
Il GP degli Stati Uniti non è solo un gran premio: è la vetrina dove i costruttori giudicano chi merita la moto ufficiale l'anno prossimo. Aprilia osserva, trattiene il respiro e adesso sa che può dormire sonni tranquilli: ha in mano un talento che non sbanda quando il gioco si fa duro. Bezzecchi, dal canto suo, ha regalato al marchio di Noale la prima vittoria in terra americana con il nuovo telaio a doppia puleggia, quello che in inverno ha fatto discutere i puristi. I numeri, per fortuna, parlano più dei forum.
C'è poi la faccotta psicologica. Strappare il primato a Martín, proprio mentre lo spagnolo cercava il bis dopo Portimão, è un colpo basso morale che può valere due gare. Bezzecchi lo sa: nel parco chiuso ha spento la moto, si è tolto il casco e non ha sorriso. È rimasto immobile, come a fissare l'obiettivo lontano. Il mondiale, per lui, non è più un' ipotesi: è un contratto da rispettare, già firmato sabato sera sotto il sole del Texas.
