Bogotà: tra caffè speciali, arte botero e sapori inattesi

Il cielo di Bogotá, un'ambra densa, mi ha accolta all'uscita dell'aeroporto El Dorado. Un abbraccio caldo e rarefatto, a 2.640 metri di altitudine, che subito mi ha ricordato la distanza siderale da Buenos Aires. Ma non c'è tempo per la nostalgia: la capitale colombiana ha molto da offrire, ben oltre la sua altitudine.

Un viaggio sensoriale tra quartieri bohemien e sapori raffinati

Il Sofitel Victoria Regia, un'oasi francese nel cuore della Zona Rosa, è stata la mia base per esplorare questa città vibrante. La prima sera, una cena al Basilic, ristorante dell'hotel, ha introdotto il mio palato a una cucina che gioca con sapori audaci e presentazioni impeccabili. Ma è il mattino seguente che ha rivelato il vero spirito di Bogotá: una passeggiata nel quartiere, alla ricerca di souvenir e, soprattutto, di un caffè.

Libertario, considerato da molti il miglior caffè di specialità colombiano, mi ha conquistato con le sue miscele uniche. L'aroma intenso del caffè preparato con la pressa francese, un rituale quasi sacro, si è sposato perfettamente con l'acquisto di sacchetti di caffè dalle varietà più curiose: “Rock”, “Punk” e “Libre”. Un'etichettatura che evoca un'energia ribelle, in perfetta sintonia con lo spirito bohémien del quartiere Chapinero, dove ho scoperto Híbrido, la panetteria del celebre chef Wilson Garzón. La sua specialità? Il pane, naturalmente. Una fetta di pane con curry, accompagnata da una generosa porzione di pasta madre, è stata un'esperienza indimenticabile.

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L'eccellenza colombiana: arte, storia e fine dining

Ma Bogotá è molto più che caffè e pane. La Candelaria, il quartiere più antico, un labirinto di strade acciottolate e case coloniali, è un tuffo nella storia. Il Museo Botero, con le sue opere iconiche dalle figure voluminose e il suo eccezionale collezionismo di arte internazionale (Renoir, Picasso, Dalí, Chagall), è una tappa obbligata. L'ironia e la maestria dell'artista colombiano sono palpabili in ogni sala, un dialogo continuo tra le sue creazioni e i capolavori del panorama artistico mondiale.

La serata ha preso una piega decisamente gourmet grazie a Débora, il ristorante di fine dining di Jacobo Bonilla e Valentino Galán Cortés, occupando l'85° posto tra i migliori di latinoamerica. Un'esperienza culinaria che ha visto susseguirsi piatti ispirati ai diversi quartieri di Bogotá, un omaggio ai suoi sapori autentici e alle sue tradizioni. Dalla ruda, manzanilla e aguardiente all'aperitivo, alla papa rellena con achiote, alla trucha con beurre blanc, ogni portata ha raccontato una storia, un frammento di cultura colombiana. Il vino non era presente, ma un cocktail ispirato al Chardonnay, realizzato con ananas, melone e vaniglia, ha saputo sorprendere il palato. Bonilla definisce la sua cucina come “cucina delle grandi città”, non un'esaltazione del mondo rurale, ma un'esplorazione dei quartieri, delle texture, dei mercati rionali e delle pescaderie, come il Restrepo.

Un viaggio nel gusto e nella tradizione

Un viaggio nel gusto e nella tradizione

La mattina seguente, un brunch al Basilic ha consolidato la mia impressione di una città che celebra il gusto in ogni sua forma. Ma il viaggio non è finito qui. Una visita al Museo del Oro, con la sua straordinaria collezione di artefatti precolombini, ha riempito gli occhi di meraviglia. E prima di lasciare Bogotá, un ultimo caffè a Libertario, un rituale che mi accompagnerà a lungo nel ricordo di questa città sorprendente.

La serata si è conclusa con una cena da Álvaro Clavijo al Selma, in una casa restaurata del secolo scorso. Polpo tenero, lomo perfetto con patatine fritte e una baklava di pistacchio: un finale perfetto, coronato dall'immancabile caffè colombiano. Mentre il taxi mi riportava in hotel, ho intravisto un autobus trasformato in discoteca mobile, la “chiva rumbera”, simbolo della vivace nightlife bogotana. Bogotá, un caleidoscopio di colori, sapori e tradizioni, mi ha lasciato un'impronta indelebile. Un viaggio che va ben oltre il semplice turismo, un'immersione profonda in una cultura ricca e accogliente.