Bozic incendia la liga endesa: 26,8 di valutazione in un granada ultimo in classifica
Luca Bozic sta giocando con il cuore in una mano e la rabbia nell’altra. Il croato del Covirán Granada è stato proclamato miglior giocatore di marzo in Liga Endesa con una valutazione media di 26,8 punti, lasciando dietro di sé americani e compatrioti mentre la sua squadra resta inchiodata all’ultimo posto.
È una storia che puzza di paradosso. Bozic chiude il mese con 18 punti, 6,2 rimbalzi e 4,2 assist a partita, due vittorie e due nomination come “MVP della giornata”. Numeri da top-10 europea, ma il tabellone luminoso lo inchioda a una classifica da retrocessione: Granada ha vinto appena 5 partite su 28.
Il trucco di bozic: trasformare le sconfitte in curriculum
Ala-pivot di 29 anni, Bozic ha imparato a giocare come se ogni possesso fosse un provino. Contro il Breogán ha firmato 28 di valutazione, contro il Betis 31. Ha fatto meglio di Ethan Happ (25,3) e di David DeJulius (23,8), ma soprattutto ha costretto gli avversari a cambiare marcature e zone difensive. «Quando entra in quel ritmo, sembra un videogioco in modalità “impossibile”», ha detto tecnicamente il suo allenatore, Pablo Pin.
Il segreto? Un tiro da tre aperto con il piede destro che sembra un’indecisione e invece è un’arma. E la capacità di leggere il pick-and-roll come pochi: anticipa la rotazione, slitta sul corridore, trova l’assist in uscita. In marzo ha toccato il 42% da tre e il 68% da due. Numeri da EuroLeague, ma il suo contratto grida ancora “salvezza”.
Lo scouting lo conosce, ma non lo ferma. Quando lo marcano stretto, si trasforma in playmaker: 4,2 assist di media, record personale in carriera. Quando lo lasciano libero, punisce. «È diventato il nostro termometro», ammette il GM Toni Sánchez. «Se lui è caldo, la panchina si scalda e il Palacio de Deportes si riempie di speranza.»

L’ultimo posto che brucia più di un canestro
La contraddizione è tutta lì: Bozic domina il mese, Granada resta a -18 di differenza canestri, ultima con 5 vittorie. La società ha cambiato due allenatori, preso tre americani e ancora cerca il click. «Luca è l’unico che non ha mai abbassato la testa», racconta il capitán Ferrán Bassas. «A volte entra in spogliatoio e sembra un orso con la febbre: vuole il pallone, vuole vincere il drill, vuole vincere la partita.»
Il suo premio da MVP del mese vale 5.000 euro lordi, ma il vero compenso è un posto nel mirino di Unicaja, Baskonia e perfino l’Olympiacos. Le clausola di uscita è di 150.000 euro, cifra che a marzo sembrava un’utopia e ora puzza di affare. Il Granada si aggrappa a lui come a un salvagente, ma il salvagente potrebbe trasformarsi in passaporto verso l’Europa che conta.
Luca Bozic non parla di mercato. «Mi resta un mese e mezzo per tenere questa squadra in ACB», dice con l’accento di Spalato che sa di sale e di parquet. «Poi si vedrà.» La classifica dice che serve un miracolo sportivo. Bozic ha già dimostrato di credere nei miracoli: basta guardare i suoi 26,8 di valutazione mentre fuori piove e dentro il pubblico canta «¡Aúpa Granada!» come se la salvezza fosse dietro l’angolo. Forse lo è. Forse no. Ma intanto lui continua a segnare, passare, difendere. E a fare sembrare normale l’impossibile.