Cittadinanza a rischio: trump sfida la costituzione, la corte suprema decide
Una battaglia legale epocale si apre a Washington: la Corte Suprema è chiamata a decidere se l’ordine esecutivo del presidente Trump, che mira a negare la cittadinanza ai figli di immigrati irregolari, è costituzionale. Una mossa che rischia di riscrivere uno dei principi fondamentali della Repubblica americana e di colpire potenzialmente centinaia di migliaia di bambini.

La sfida all’emendamento 14: un precedente pericoloso
L’ordine esecutivo, firmato da Trump poco dopo l’inizio del suo mandato nel 2025, contesta l’interpretazione consolidata dell’Emendamento 14 della Costituzione, che garantisce la cittadinanza a tutti coloro che nascono sul suolo americano, indipendentemente dallo status dei genitori. Un principio cardine, radicato nella storia e nella giurisprudenza statunitense, ora messo in discussione da un’amministrazione che sembra intenzionata a ridefinire i confini del diritto di nascita.
La coalizione di procuratori generali degli Stati Uniti, guidata dal procuratore generale di New York Letitia James, ha espresso la propria fiducia in una vittoria alla Corte Suprema. “Siamo fieri di aver guidato la lotta contro questo ordine esecutivo illegale”, ha dichiarato James in una nota pubblicata sui social media, “e siamo convinti che la Corte Suprema riconoscerà la sua incostituzionalità”. Ma la battaglia non è solo legale, è anche politica: la presenza di Trump all’udienza, un evento senza precedenti per un presidente in carica, testimonia l'importanza che l'amministrazione attribuisce a questa questione.
Un numero allarmante: 250.000 bambini a rischio. Se l’ordine di Trump dovesse essere confermato, si stima che circa 250.000 bambini nascono ogni anno negli Stati Uniti e potrebbero vedersi negata la cittadinanza. Una generazione intera messa a rischio per una politica migratoria controversa.
La National Association of Latino Elected and Appointed Officials (NALEO) ha sottolineato come la Corte Suprema debba “respingere questo abuso di potere in costituzionale e riaffermare la promessa duratura di cittadinanza per tutti i nati in questo paese”. La posta in gioco è elevata: la stabilità della democrazia e il futuro di milioni di bambini dipendono da questa decisione.
Il caso “Barbara vs. Trump”, portato in tribunale da un gruppo di bambini che rischiano di perdere la cittadinanza, è ora nelle mani della Corte Suprema. Un’aula tesa, un futuro incerto e una Costituzione americana che attende di essere difesa.