Clotilde, 82 anni, rapinata e legata: «la prossima volta mi ammazzano»

Clotilde ha 82 anni, un’imposta rotta e la voce che trema mentre ripete: «Quattro mocciosi di vent’anni sono entrati dalla finestra, mi hanno picchiata e legata. Poi si sono presi la mia pensione. La prossima volta mi ammazzano».

È accaduto all’alba di sabato a Villa Soldati, nel cuore popolare di Buenos Aires dove la signora vive da mezzo secolo. Quattro ragazzi scalano il muretto, forzano la persiana e piombano nella sua cucina. Clotilde cerca di urlare: una mano le tappa la bocca, un altro pugno le gonfia l’occhio destroy. La immobilizzano con le cinghie di un vecchio accappatoio e rovesciano cassetti, armadi, il frigorifero. Portano via 42.000 pesos appena ritirati, un cellulare Nokia e gli auricolari della nipote. Tracciano dappertutto impronte nere di hollín, esca da scasso per cancellare le impronte.

Un lutto mai rimarginato

La storia, però, comincia sei anni fa. Clotilde apre la porta e mostra la foto di Carlos, il marito morto nel 2020: «Lo colpirono con il calcio della pistola. L’ematoma subdurale lo uccise sei mesi dopo, in piena pandemia, perché nessuno lo curò come si deve». Gabriela, la figlia, mostra la cartella PAMI ancora aperta: «Mai rimborsato un solo esame». La famiglia aveva valutato di vendere la casa, ma restò «scommettendo sul barrio». Ora quella scommessa è perduta.

Clotilde esce barcollando sotto la pioggia, urla ai passanti. I vicini chiamano il 911. Gli agenti trovano il pavimento intriso di acqua e sangue, le impronte nere su una porta mai usata. La causa è affidata al fiscal Leonel Gómez Barbella: nessun arresto, zero identificati. Il comando di polizia locale ammette: «In zona segnaliamo tre ingressi a settimana, la metà restano senza denuncia per paura».

Il quartiere che non perdona

Il quartiere che non perdona

Gabriela chiude il portone con una catena provvisoria: «Non basta. Qui i rapinatori controllano chi entra e chi esce, nessuno osa testimoniare». I dati del Ministerio de Seguridad mostrano un +42% di robos con violenza nel Sud della Città rispetto al 2019. Le telecamere promesse dal governo porteño sono ferme in magazzino da ottobre: «Mancano i fondi per l’installazione», dice un funzionario sotto anonimato.

Clotilde, intanto, fa i bagagli. Andrà a vivere con la figlia a Liniers, lasciando la casa popolare e i ricordi di mezzo secolo. «Ho 82 anni, non voglio morire per 150 euro di pensione», sussurra. Il cancello resta aperto: dentro, l’hollín sul muro disegna un’impronta che nessuno ha mai catalogato.