Colano 865 euro di mobili ikea e paga 17: due fratelli beccati al self-scan

Due fratelli svizzeri hanno provato a portarsi a casa un intero salotto pagando il prezzo di una pizza. Risultato: 17 500 euro di multa, contanti e subito. La truffa è avvenuta ad aprile nel negozio Ikea di Dietlikon, canton Zurigo, dove i due – 21 e 25 anni – hanno sostituito i codici a barre di cinque articoli con etichette da pochi franchi. Il sistema ha fatto il resto: alla cassa automatica il totale è sceso da 865 a 17 euro.

Il piano è durato il tempo di un scontrino

Hanno scelto il momento di calca, hanno staccato le etichette originali e le hanno ricoperte con quelle di articoli low-cost. Nessuno li ha guardati mentre scannerizzavano, ma il controllo di sicurezza all’uscita ha notato il disallineamento tra carrello e conto. Un addetto ha bloccato i due, ha riesumato le etichette originali e ha chiamato la polizia. In Svizzera il reato si chiama «utilizzazione fraudolenta di un sistema informatico»: articolo 147 del codice penale, multa salata garantita.

Il tribunale ha emesso un’ordinanza penale immediatamente esecutiva. Il maggiore, già in libertà condizionale per una precedente truffa, si è visto riattivare la vecchia pena di 7 500 franchi (7 700 euro) e aggiungere altri 30 giorni-multa. Totale personale: 9 800 franchi. Il minore ha patteggiato 6 800 franchi, compreso un extra per guida con patente provvisoria scaduta. Somma delle due sanzioni: 16 600 franchi, 17 500 euro circa. Il risparmio che speravano di ottenere? 800 franchi.

I self scan sono un parco giochi per gli scrocchi

I self scan sono un parco giochi per gli scrocchi

Non è un caso isolato. Nel 2023 un quarantacinquenne ha provato a portarsi via quattro materassi da 356 franchi pagando 32: ha incollato sopra il codice di un cuscino da giardino. Beccato. Le catene non rivelano i sistemi di controllo – telecamere con analisi in tempo reale, sensori di peso, controlli a campione – ma i numeri interni mostrano un aumento del 30% dei tentativi dal lancio delle casse automatiche. Basta un cutter e un po’ di manualità, ma il conto arriva sempre.

Con le svendite di gennaio gli episodi si moltiplicano. Ikea Svizzera non ha voluto commentare l’accaduto, ha solo ricordato che «la sicurezza dei clienti onesti è prioritaria». Tradotto: il prezzo del risparmio clandestino è quasi sempre più alto dello sconto che si crede di avere. I due fratelli lo hanno capito sulla loro pelle: per anni pagheranno rate di un arredamento che non possono nemmeno portarsi a casa.