Colombia cambia le regole del gasolio: prezzo aggiornato ogni settimana, il fondo salva-bilancio è in fibrillazione
Da martedì 14 aprile il gasolio per auto ufficiali e diplomatiche non avrà più un prezzo fisso, ma oscillerà come il Brent. Il governo Petro ha firmato un decreto che aggiorna il costo del combustibile ogni sette giorni, cucendo la fiscalità colombiana al pettine dei mercati globali. Chi ha un parco auto pubblico può già prepararsi a un mese di fatture a sorpresa.
La novità è nera su bianco nel decreto 1428 del 2025, un documento tecnico che per la prima volta obbliga il Ministerio de Minas y Energía a pubblicare ogni lunedì il prezzo “internazionale” che scatterà il giorno dopo. Il calcolo è spietato: media dei quotidiani del diesel nei mercati esteri, stesso orologio dei trader di Rotterdam. Nessun margine di trucco.

Il fondo di stabilità diventa un cavo a tensione variabile
Il Fondo de Estabilización de Precios de los Combustibles (Fepc) finora ha assorbito gli shock con risorse statali. Da qui in avanti dovrà farlo con meno soldi e più tempismo. «Stiamo togliendo il cuscino», ammette Edwin Palma, titolare del dicastero minerario. La sua equazione è semplice: meno garanzia, più trasparenza. Il risultato è un balletto di cifre che il Tesoro spera di tenere sotto controllo grazie a un tetto massimo (parità di importazione) e un pavimento (parità internazionale). Traduzione: se il diesel sale oltre il prezzo alla rinfusa, il consumatore pagherà; se crolla, lo Stato risparmierà.
Il provvedimento colpisce però solo una nicchia: il gasolio destinato a veicoli de servicio particular, oficial y diplomático. È un segmento piccolo – poche decine di milioni di litri all’anno – ma simbolico: le ambasciate, i ministeri, i carri armati. Una scelta politica, non tecnica. Petro vuole far vedere che la casta pubblica non è immune dai venti esterni.
Il testo, ancora in consultazione pubblica fino all’11 aprile 2026, non dice cosa succederà al resto del mercato. Nessuna parola sul diesel delle flotte di camion, né sul petrolio per riscaldamento. È un esperimento circoscritto, ma l’effetto domino è già iniziato: le compagnie di trasporto chiedono di essere incluse nel meccanismo, le petroliere temulano l’aumento della volatilità. Il rischio è un’onda che parte dall’elite diplomatica e arriva alle tasche di tutti.
Il ministero promette “prevedibilidad y control”, due parole che in colombia suonano come un ossimoro. Il Fepc ha già bruciato 14,2 bilioni di pesos nel 2024 per tamponare il differenziale tra prezzo interno e quotazioni estere. Ora quel salvagente si restringe. Lo Stato vuole trasferire il rischio ai consumatori, ma senza perdere voti. Un equilibrio che durerà esattamente fino al primo martedì in cui il diesel schizzerà sopra i 3.000 pesos al litro.
