Colpiscono i finti corrieri amazon: due arresti a duluth per il racket dei pacchi rubati

Il giallo dei pacchi scomparsi da Duluth e Norcross si è chiuso in una stanza d’albergo con l’odore di cartone strappato e di truffa. La Gwinnett County Police ha ammanettato Lance Vance, 37 anni, e Poalima Maheloma, 34, accusati di aver trasformato i portici delle case in un supermercato aperto 24 ore su 24, munito solo di un giubbotto azzurro con logo Amazon.

Il trucco del falso corriere

Il piano era banale quanto geniale. Vance indossava la divisa da corriere, si avvicinava ai portici come se stesse consegnando, ma in realtà ritirava. Le telecamere dei campanelli lo hanno immortalato mentre sollevava pacchi ancora tiepidi di consegna e se li caricava in auto. Nessuno lo ha mai fermato: chi sospetta di un uomo in divisa?

L’indagine è partita a marzo, quando le segnalazioni sono arrivate a raffica. Duluth Police ha incrociato i filmati, ha trovato lo stesso volto in quartieri diversi e ha capito che non si trattava di un ladro qualunque, ma di una piccola impresa criminale.

Il bottino e le accuse

Il bottino e le accuse

Nella stanza d’albergo gli agenti hanno trovato decine di pacchi ancora sigillati, alcuni con l’etichetta di spedizione cancellata, altri mai aperti. Vance ora rischia l’accusa di “porch piracy”, reato gravissimo in Georgia, dove rubare pacchi dalla soglia può valere fino a cinque anni di carcere. Maheloma è stata incriminata per ricettazione: secondo gli investigatori gestiva il “magazzino” e si occupava di rivendere la merce.

La polizia sospetta che molte vittime non abbiano mai denunciato il furto: troppi pacchi, troppo poco tempo. Chi abita tra Tree Corners Parkway, Satellite Blvd. e Old Norcross Road è invitato a controllare le registrazioni del proprio campanello tra l’1 e il 26 marzo. Forse quel pacco mai arrivato era lì, in quella stanza d’albergo, accanto a una pila di scatole Nike e a un telecomando Apple ancora impacchettato.

Il capitolo di Duluth si chiude, ma il business dei finti corrieri è appena agli inizi. Amazon non commenta, ma le immagini girano già sui gruppi Facebook dei quartieri: la paura adesso ha un volto e un nome stampato sul giubbotto azzurro. La prossima consegna potrebbe essere un’imboscata.