Cottet tinge di verde il godó: 150 occhiali da sole per giocare (e vivere) come i campioni

Barcellona respira tennis e Cottet ha deciso di farlo vedere. Dal 11 al 19 aprile le racchette del Real Club de Tenis invadono la Ciudad Condal e l’ottica storica catalana risponde con una capsule collection che non serve solo a guardare: serve a entrare nel club.

Un verde che non è solo colore, è password

La tinta scelta per i 150 esemplari è la stessa del campo centrale, del logo Cottet e – per chi ci ha giocato – del sudore dell’ultimo set. Il risultato è una montatura che non urla “sport” ma lo sussurra in perfetto catalano: equilibrio, eleganza, discrezione. Le lenti polarizzate promettono zero abbagli durante la smash, ma il vero colpo è il retro della stanghetta: inciso a laser “73º Trofeo Conde de Godó 2026”, come una data di nascita esclusiva.

La silhouette riprende i club europei degli anni ’60, quando la racchetta era legno e il cappello di paglia era d’obbligo. Cottet però alleggerisce il frontale, accorcia le aste e toglie ogni orpello: il messaggio è chiaro, qui si gioca ma si fa anche la bella vita. Il prezzo? L’azienda non lo svela, ma basta guardare il numero chiuso per capire che non è un accessorio, è un biglietto da visita.

Da 1902 a fan zone: la strategia di un’ottica che vende identità

Da 1902 a fan zone: la strategia di un’ottica che vende identità

Fondata quando i set erano ancora a quindici, Cottet ha visto nascere il torneo, crescere i campioni e trasformare il Godó in un festival urbano. Ora decide di scendere in campo con il proprio team: gli optometristi della casa saranno presenti nella Fan Zone per regolare al volo le lenti, regalando ai tifosi la stessa nitidezza di Alcaraz. Un dettaglio che trasforma il merchandising in servizio, il cliente in socio.

Le 150 unità sarà possibile acquistarle solo lì o nei tre flagship barcellonesi. Nessun e-commerce, nessuna ristampa. Quando finiscono, finiscono. È il vecchio trucco della scarsità applicato a un oggetto che – paradosso – serve a vedere meglio. Il risultato è una fila che già serpeggia su WhatsApp tra i soci del club e i collezionisti di memorabilia sportivi.

Alla fine della partita, quello che resta non è solo un pezzo di acetato verde, è la certezza di avere scelto un campo. Quello dei vincitori, sì, ma anche dei nostalgici che vogliono raccontare di avere visto Nadal allenarsi mentre indossavano qualcosa che nessun altro avrà mai più.