Cuerpo debutta come vicepresidente: 7,7 miliardi contro i dazi usa

Carlos Cuerpo sale per la prima volta sul ring del Congresso il prossimo 8 aprile con la nuova fascia di vicepresidente primo e una missione urgente: difendere le imprese spagnole dall’onda d’urto dei dazi americani. In tasca ha un pacchetto da 7.720 milioni di euro in prestiti e garanzie, varato l’anno scorso per decreto legge, ora sotto la lente d’ingrandimento della Commissione Economica del Congresso.

La linea da 5.000 milioni che tiene a galla le fabbriche

La colonna portante del piano è una linea di avalli ICO da 5 miliardi, pensata per tamponare la stretta creditizia che Washington potrebbe scatenare. Altri 720 milioni arrivano dal Fondo per la Internacionalización de la Empresa, mentre il Cesce e il sistema “Cari” completano la difesa con altri 2.000. Cuerpo dovrà spiegare quanto di quel denaro è già volato nelle casse delle aziende e quanto resta nel mirino della burocrazia.

L’audizione non è solo una formalità. La disposizione addizionale quarta del decreto impone al titolare di Economia di presentarsi ogni trimestre. Stavolta, però, l’ex dirigente di Hacienda si presenta con un altro titolo sulla carta da visita: vicepresidente primo, after María Jesús Montero ha abbandonato il timone per correre in Andalusia.

Il cambio di guardia che sposta l’asse del potere

Il cambio di guardia che sposta l’asse del potere

Con Montero fuori, Arcadi España eredita il Ministero del Tesoro, mentre Cuerpo concentra in mano le redini dell’economia reale. Il risultato è un doppio fronte: dentro, la lotta per tenere a bada i dazi; fuori, la corsa a ricollocare le esportazioni spagnole prima che la Casa Bianca chiuda definitivamente i rubinetti.

Il dato che nessuno sbandiererà è che ogni giorno di ritardo costa 21 milioni di interessi sulle imprese in attesa di liquidità. Cuerpo lo sa. E il Congresso lo saprà presto.