Birmingham, il crollo di un'amicizia: un dramma sociale che scuote
Un film che ti resta dentro, un pugno nello stomaco delicato. I See Buildings Fall Like Lightning, presentato a Cannes, non è solo un'opera cinematografica, ma un ritratto spietato e commovente di un'amicizia sull'orlo del precipizio, sullo sfondo di una Birmingham che cambia e dimentica le proprie radici.

Cinque vite sospese tra ambizioni e disillusioni
Clio Barnard, con una regia asciutta e potente, ci introduce in un microcosmo di giovani uomini, cresciuti insieme, che si ritrovano a confrontarsi con i limiti della loro esistenza. Rian (Joe Cole), il più fortunato, ha fatto il colpaccio con il trading online, accumulando ricchezze che lo hanno allontanato dagli amici, relegandoli a spettatori di una vita che non gli appartiene. Il contrasto con Conor (Daryl McCormack), figlio di un muratore che sogna di emulare il successo dell'amico, è stridente, amplificato dalla sua nuova paternità e dalla pressione di un'attività in crescita, la Dedalus, un nome che evoca l'architetto greco e il mito di Icaro: un monito a non volare troppo vicino al sole.
Shiv (Lola Petticrew), madre amorevole, sembra aver trovato la sua dimensione nella vita familiare, ma anche il suo matrimonio con Patrick (Anthony Boyle), un ex studente universitario ridotto a fattorino per Deliveroo, è segnato da una profonda frustrazione e da un'amarezza che esplode in accuse contro il sistema capitalista. E poi c'è Oli (Jay Lycurgo), l'anima libera, il pusher dal cuore tenero che cerca redenzione nell'adozione di un cane randagio, un gesto che paradossalmente lo porta a trovare un impiego come operaio edile da Conor.
La Dedalus, simbolo di un'epoca che svanisce: il cantiere dell'appartamento, filmato in time-lapse, diventa il fulcro di un dibattito cruciale: l'edilizia è un diritto sociale o un mero investimento finanziario? La demolizione dei vecchi palazzi brutalisti, un evento traumatico per i protagonisti da bambini, riemerge nei ricordi di Oli, che scorge il volto di Satana nella colonna di polvere sollevata: un presagio di sventura, forse, o l'inizio di una nuova era?
Il film non offre risposte facili, ma solleva interrogativi scomodi sulla precarietà del lavoro, le disuguaglianze sociali e il prezzo del successo. Rian, con la sua ricchezza apparentemente inesauribile, è tormentato da un'inquietudine che non riesce a comprendere, mentre Patrick, consumato dalla rabbia e dalla frustrazione, incarna la voce degli esclusi. La loro contrapposizione, alimentata da rancori sopiti e da ambizioni frustrate, rischia di distruggere l'amicizia che li lega da sempre.
La regia di Barnard, attenta ai dettagli e alle sfumature psicologiche dei personaggi, restituisce un'immagine autentica e senza filtri di una realtà complessa e dolorosa. I See Buildings Fall Like Lightning non è un film consolatorio, ma un'opera che ci costringe a confrontarci con le nostre responsabilità e con le conseguenze delle nostre scelte. Un film che, come un terremoto, scuote le fondamenta delle nostre certezze.
