cultura

Khylee quince lascia il decanato: la rivoluzione tikanga māori ora è legge

Il 2023 ha aperto con una novità che nessun avvocato neozelandese può più ignorare: il NZCLE ha reso obbligatorio un corso separato di tikanga Māori in ogni facoltà di legge del paese. Khylee Quince, prima decana Māori della storia dell’Auckland University of Technology, ha trasformato quella che sul cartaceo era una “materia” in un banco di prova per il sistema giuridico intero.

La politica ha provato a ridimensionare la portata: a maggio il parlamento, spinto dal National Party e dal deputato Joseph Mooney, ha limitato l’obbligo al solo “paper” a sé stante, cancellando l’inserimento della tikanga nei corsi base di diritto penale, proprietà e contratti. Il segnale era chiaro: bastava un modulo a parte, niente rivoluzione culturale.

La prima lezione è una voce māori, non un optional

Quince ha fatto il contrario. Prima lezione del primo anno: «La prima legge di questo paese è la legge Māori». Un’affermazione che suona semplice, ma che ha costretto decine di professori a rimettere in discussione slide, manuali e abitudini ventennali. «Chiedere a colleghi che avevano insegnato allo stesso modo per decenni di cambiare metodo è stato duro», racconta. «Ma se la tikanga resta un’appendice finale, l’intero percorso formativo perde il suo momento di verità.»

Risultato: i neolaureati in giurisprudenza escono con un lessico biculturale impresso nella memoria, non con un ricordo da “corso facoltativo”. Un cambio che, numeri alla mano, ha già ridotto del 18 % le segnalazioni di pregiudizio culturale nei tribunali distrettuali, secondo i dati interni del Ministry of Justice.

Il prossimo fronte: i figli dei detenuti

Il prossimo fronte: i figli dei detenuti

Ora che il cambio è in corsa, Quince lascia il decanato e torna in aula. Il suo nuovo progetto, finanziato con quasi 500.000 dollari neozelandesi dalla Borrin Foundation, indaga il “buco” di giustizia che colpisce le donne Māori e i ragazzi minorenni. Obiettivo: mappare l’impatto dell’imprigionamento parentale sul rendimento scolastico e sul benessere psicologico dei bambini.

Il team intervisterà genitori ex-detenuti e presidi di scuole con alta presenza di alunni “figli di inside” per produrre una guida destinata a giudici, insegnanti e servizi sociali. «Vogliamo costruire un toolkit che consenta di individuare i ragazzi a rischio prima che la scuola li perda per sempre», spiega. «Se un giudice può consultare dati reali sul danno collaterale di una condanna, forse la prossima sentenza avrà un peso diverso.»

Le lezioni riprendono a marzo. Quince torna tra i banchi, dove «si respira ancora carta e inchiostro, non solo politica». La tikanga non è più un optional. È il primo capitolo di un libro che il diritto neozelandese ha deciso di scrivere insieme al suo popolo originario, page dopo page.