La bank of england dimentica piante e funghi: ecco chi manca davvero sulle nuove banconote
Un rospo sul biglietto da dieci sterline? Perfetto. Ma dove sono funghi epiante, i veri matti del sistema vivente?
La Bank of England ha aperto la consultazione pubblica per scegliere le nuove icone della natura da stampare sulle banconote future. Tra anfibi, uccelli e insetti, però, manca l’invisibile maglia che tiene in piedi ogni cosa: la flora e i funghi del Regno Unito. Una svista che non è solo estetica. È politica.

Il silenzio dei funghi che tengono in vita il pianeta
Nicola Hutchinson, ceo di Plantlife International, lo dice chiaro: «Se l’esercizio serve a rappresentare il più svantaggiato, allora il più svantaggiato siamo noi». Perché ogni muschio, ogni micelio, ogni quercia nano è un architetto silenzioso del paesaggio britannico. Senza di loro, niente rospi da ritrarre, niente falene da incorniciare, niente campi da versare sul retro della Regina o di Churchill.
La cifra è schiacciante: l’85% delle superfici terrestri del Regno Unito è coperto da habitat vegetali, ma solo lo 0,02% del tempo dedicato alla divulgazione scientifica mainstream è riservato a piante e funghi. Un’assenza che si riflette sui fondi, sulle politiche, sulla percezione pubblica. Risultato? Un erbario di 2.000 specie minacciate e un numero imprecisato di funghi che nessuno ha mai avuto il budget per classificare.
Mettere su una banconota il fungo occhio di pavone o la felce azzurra di Pennine non è un vezzo botanico. È un atto di riparazione culturale. Le banconote circolano più di qualsiasi hashtag, resistono più di un ministro dell’Ambiente. Diventano micro-manuali di riconoscimento: ogni wallet un piccolo atlante, ogni pagamento una lezione di ecologia.
La Bank of England ha tempo fino a maggio per ricevere candidature. Tra gli uccelli predatori e i mammiferi notturni, forse qualcuno troverà il coraggio di spingere il Clavulinopsis corallinoides, un filamento corallo che cresce nei prati umidi del Devon. È minuscolo, non fa lega, non canta all’alba. Ma senza di lui il suolo diventa un mosaico di sabbia sterile.
La vera domanda, allora, non è chi merita un posto sul biglietto. È quanto ancora possiamo permetterci di ignorare ciò che non ha occhi né voce, ma ci tiene in vita. Le sterline, si sa, sono carta. Le piante e i funghi sono la fibra che la sostiene. Senza, il valore azzera.
