Tedward entra armado con una pistola d’acqua alla prima orgia: è il nuovo eroe del fumetto che spara all’ansia
Ha il taglio di capelli di un astronauta retrogrado e il curriculum di un disoccupato cronico. Josh Pettinger lo chiama Tedward, lo definisce «higienista coital» e lo lancia in mezzo a una orgia di ricchi mascherati con una pistola d’acqua in pugno. Due tavole e il lettore capisce di non avere tra le mani il solito graphic novel: è un manifesto tossico contro la mascolinità perduta, la precarietà e la vergogna di non sapere dove si parcheggia la vita.
Il lavoro che non esiste: quando il sesso diventa pulizia
«Higienista coital» suona come un titolo nobiliare da reality. In realtà è la traduzione in salsa underground di qualsiasi impiego precario: devi stare lì, sorridere, passare il straccio sulle libidine altrui e ringraziare. Pettinger ha trasformato la sua stagione da cameriere in una scena di umiliazione esponenziale: Tedward entra nella stanza, spruzza, esce. «Il lettore ride, ma il rumore è quello del colpo in testa che ti dà il capo quando ti licenzia via WhatsApp», dice l’autore. La Cúpula ha spedito in libreria l’edizione spagnola dopo che l’America ha snobbato il libro per «troppo sarcasmo». Colpa della sindrome da Oscar: se non c’è trauma, non è arte.
Il fumetto è ambientato in un presente che non è mai esistito: niente smartphone, solo telefoni a disco, bus urbani e monete da infilare nel televisore. «Volevo togliere a Tedward la scorciatoia del messaggio», spiega Pettinger. «Se deve chiedere scusa a una ex, deve camminare sotto la pioggia per ore. Solo così il dolore resta reale». Le finestre dei bar sono piene di riflessi che sembrano fotografie d’archivio: il lettore scopre di abitare lì, in quella zona grigia fra gli Anni ’50 e la notte scorsa.

La mascolinità che non torna: un uomo congelato e sbattuto nel 2024
Tedward parla come se fosse cresciuto in un congelatore. Al posto di «ok» dice «nivel maestro sushi». Chiama i preservativi «armadietti di lattice leggermente attillati». Quando le gambe di due amanti si toccano, sussurra: «È il momento peggiore, come quando il pane tocca il burro prima di finire nel tostapane». Pettinger ha cucito addosso al personaggio l’esatto opposto del macho da pubblicità: «È un reietto che fa finta di saper sedurre, ma la sua arma è il ridicolo». Il risultato è una specie di Alan Partridge senza rete televisiva, condannato a cercare lavori che non esistono nemmeno su LinkedIn.
Il fumettista ha trasformato l’infanzia in una casa dove la tv si accendeva con una sterlina l’ora. «Un uomo veniva a recuperare le monete e portava via tutto, pure l’aria», racconta. Da lì è nato l’episodio in cui Tedward diventa «riscossore di gettoni» e si trova a spiare le vite altrui attraverso lo schermo. «Ho capito che il lavoro vero è quello che ti fa sentire un estraneo nella tua stessa giornata».

Il mercato che ignora il sarcasmo: perché ridere fa meno premio che piangere
Negli Stati Uniti le opere di Pettinger sono arrivate tardi. I critici nordamericani premiano solo se c’è un funerale in centro pagina. «La comedia buona parla di orrori veri, ma devi farli entrare dalla porta di servizio», dice. Così Tedward è diventato un culto sul web, autopubblicato, stampato in garage, spedito in buste da freezer. «I lettori non vogliono essere salvati, vogliono vedere che anche il supereroe ha la cellulite».
La Cúpula ha raccolto il testimone e tradotto in spagnolo: in pochi mesi è già seconda ristampa. Il fenomeno non ha bisogno di festival: basta un account Instagram dove Pettinger posta tavole inedite e riceve migliaia di like da ragazzi che non hanno mai comprato un fumetto in vita loro. «Il segreto è non spiegare mai la battuta. Se devi spiegarla, è un sintomo».
Alla fine del volume Tedward resta solo sul marciapiede, una busta di plastica al posto dell’ombrello. «Non è un finale, è una staffetta», conclude Pettinger. «Il lettore prende il testimonio del disagio e se lo porta a casa. Il giorno dopo, quando il capo gli dice “ci vediamo domani alle otto”, lui ricorda che c’è un tizio con la pistola d’acqua che ha già vinto peggio». Nessuna morale, solo una certezza: se non sai dove parcheggiare la tua vita, almeno fallo ridendo.