Un urlo da 35 anni fa diventa tesoro nazionale: la 'democrazia' di jack karlson entra nell'archivio sonoro australiano
Trentacinque anni dopo
, la voce roca di Jack Karlson — quella che urlò «Signori, questa è democrazia in manifestazione!» mentre due agenti lo trascinavano fuori da un ristorante cinese nel Queensland — non è più solo un meme da 50 milioni di visualizzazioni. È patrimonio sonoro ufficiale dell’Australia.Il National Film and Sound Archive (NFSA) ha appena inserito il registrato dell’arresto del 1991 nella collezione Sounds of Australia, il registro che conserva ciò che il paese non può permettersi di dimenticare. Karlson, piccolo truffatore con una passione per gli alias teatrali, non lo sapeva ancora, ma stava consegnando alla rete la prima perla di trash epico australiano: un minuto di puro teatro in cui si lamenta di un «pasto cinese succulento» e invoca la Costituzione mentre un poliziotto lo tiene in presa di lotta.
Il catalogo del nonsense nazionale
Accanto al suo rant entrano altri otto oggetti sonori, scelti fra le centinaia di candidature inviate dal pubblico. C’è il segnale acustico dell’attraversamento pedonale PB/5, campionato da Billie Eilish in Bad Guy, e la campagna pubblica del 2001 del numero vero «Reading Writing Hotline» che ancora oggi qualcuno canticchia sotto la doccia. C’o la hit Scar di Missy Higgins, numero uno in classifica nel 2004 e appena eletta quarta canzone australiana più amata da Triple J, e la dance You di Marcia Hines del 1977, la più antica della lista.
Ma il cuore della nuova aggiunta è roba che non è musica. È la voce di Rosie Batty che nel 2015, davanti a un’Australia intera, ha accettato il premio Australian of the Year dedicandolo al figlio Luke, ucciso dal padre. Il suo discorso è l’unico file che mette a tacere il sorriso ironico della collezione: un monito sonoro contro la violenza domestica, archiviato accanto al comico Shaddap You Face di Joe Dolce, tormentone del 1981 ancora capace di entrare in testa dopo una sola nota.

Il potere dello scarto
Meagan Loader, curatrice capo del NFSA, spiega che il criterio è semplice: «Prendiamo ciò che ancora fa vibrare la gente. Anche se è un urlo fuori da un ristorante cinese o un segnale stradale». Un terzo dei 300 mila nastri e file audio conservati è già stato digitalizzato per salvarlo dall’oblio. Il resto attende: polvere, scarabocchi e voci di un paese che continua a definirsi mentre ride, piange, protesta, canta.
Jack Karlson oggi ha 82 anni, qualche dente di meno e la stessa parlantina. Non ha mai fatto soldi dal video, ma adesso sa che il suo «Get your hand off my penis!» è ufficiale come l’inno nazionale. E forse — chissà — è già abbastanza.