Custodio pérez svela il lato sporco dell’andalusia: «la mia terra è un set noir»

Huétor Tájar ha stretto ieri il pugno attorno al suo figlio più scomodo. Custodio Pérez, lo scrittore che dal piccolo paese di 9.400 anime è diventato caso editoriale nazionale, ha presentato Andalucía Negra 2, trilogia che trasforma orti di plastica, chiringuitos e casbah della Costa in teatro di delitti.

Il ritorno alle radici con il bestseller in tasca

Due anni fa Pérez entrò nel salotto di La Revuelta con un libro autopubblicato e uscì con le librerie esaurite. Da allora ha venduto 180 mila copie, ha fatto incetta di contratti esteri e ha rifiutato le sceneggiature «troppo edulcorate» di due serie tv. Ieri, però, ha scelto la casa del padre, il cortile del municipio e le sedie di plastica bianca. «Qui conosco il puzzo del pomodoro e il passo della Guardia Civil. Il resto è turismo», ha detto prima di firmare 400 copie in due ore.

La nuova trilogia è un’inchiesta mascherata da fiction. En un mar de plástico parte da un cadavere rinvenuto tra i filari di un invernadero: serve a raccontare il lavoro nero dei 40 mila braccianti che ogni stagione irrigano l’Europa con pomodori a 1,30 €/kg. Lo que calla la tacita si muove nei vicoli di Cádiz dove le pensioni si trasformano in bordelli di lusso per navigatori in burnout. Chiude Deseo y oscuridad en la Costa del Sol, storia di baby squillo e soldi russi che finisce davanti a un chiringuito abbandonato di Marbella. «Non ci sono eroi, solo complici», ha sintetizzato l’autore.

Il paese che compra il libro al bar

Il paese che compra il libro al bar

María Dolores López, vice sindaco, ha portato i dati: «Huétor Tájar ha speso 7.200 euro per regalare la trilogia a tutti i maggiorenni. Il 68 % ha già finito il primo volume». La municipale ha trasformato la presentazione in festa di quartiere: asparagi fritti, vino di contrabbando e il DJ set del Más Espárrago Music and Sound Festival, evento che Pérez finanzia con i diritti d’autore. «Non voglio musei, voglio il chiasso dei motori e il profumo di fritto», ha spiegato.

Intanto la casa editrice Alfaguara ha già tirato 60 mila copie per la prima settimana, cifra che in Spagna solo i nomi di Montero o Gallego raggiungono. Il segreto, secondo l’agente dell’autore, è che «Custodio ha trasformato il noir in reportage sociale senza perdere il ritmo di un cartone pagato». Il prossimo passo è la tournée nei mercati all’aperto: Almería, Motril, El Ejido. «Voglio firmare tra i caschi e i cartoni di banane. È lì che si nasconde la storia», ha chiuso Pérez, scarpe piene di polvere e agenda piena di date. Nessun dubbio: la rabbia di Huétor Tájar è già diventata best-seller nazionale.