Doroteo, scandalo al parlamento: protezione segreta per una dipendente
Un’indagine di Cuarto Poder ha svelato un sistema di protezione riservato al congresista Raúl Felipe Doroteo Carbajo, utilizzato per trasferire e garantire la sicurezza di Grecia Marina Dávila Albítres, impiegata del Parlamento.

La polizia nazionale al servizio di un’operazione diplomatica?
Il reportage dell’unità di inchiesta di Cuarto Poder ha documentato spostamenti irregolari di Dávila, gestiti dall’agente della Polizia Nazionale assegnato a Doroteo, ben distanti dalle funzioni di protezione ufficiali. Un quadro che solleva interrogativi sulla legittimità di tali operazioni e sul possibile abuso di risorse statali.
Grecia Dávila, con un profilo professionale intrecciato a Doroteo – dall’assistente tecnica al ruolo di coordinatrice – e un’ascesa salariale notevole all’interno del Parlamento, si trova al centro di una vicenda che desta profonde preoccupazioni.
Le immagini, choc e controverse, mostrano l’agente di polizia che agisce da autista, assistendo la dipendente in gestazione con attività quotidiane, un comportamento che contrasta nettamente con il protocollo di sicurezza. Si tratta di un’applicazione del servizio di protezione che appare, a prima vista, decisamente anomala.
Le autorità competenti hanno avviato un’indagine sul congresista, nonostante le sue immediate negazioni di qualsiasi relazione personale oltre al rapporto lavorativo. “Nessun legame, solo professionale,” ha dichiarato Doroteo, evitando di fornire dettagli sul ruolo dell’agente di sicurezza.
La storia di Dávila non è un’anomalia. La sorella, Claudia Selene Dávila Albítres de Arteaga, è anch’essa entrata a far parte del Congresso, beneficiando di aumenti salariali inspiegabili nonostante la mancanza di titoli accademici validati da SUNEDU. Anche i genitori delle due donne sono stati invitati a un forum nazionale sui disastri naturali, una circostanza che alimenta ulteriori sospetti.
La situazione è aggravata dall’immagine di Doroteo e Dávila che condividono la stessa residenza e svolgono attività quotidiane, con il custode dello Stato a completa disposizione della lavoratrice in attesa. Questo tipo di dinamiche solleva serie questioni sulla trasparenza e sull’utilizzo dei fondi pubblici.
Secondo José Cevasco, ex ufficiale maggiore del Congresso, “si tratta di un abuso di potere evidente. I membri della Polizia Nazionale sono soggetti a pressioni e alcuni violano le direttive e le normative”. Il congresista, dunque, appare al centro delle responsabilità.
È fondamentale ricordare che, per legge, il servizio di sicurezza per i rappresentanti del Parlamento è personale e non trasferibile. L’uso improprio di tali risorse rappresenta una grave violazione del protocollo e dell’etica pubblica. La vicenda Doroteo – Dávila è solo l'ultimo tassello di un mosaico che richiede un’analisi approfondita e una risposta chiara e inequivocabile.
