Droni ucraini sbagliano bersaglio e finiscono in finlandia: kiev chiede scusa

Uno sbaglio che sa di guerra elettronica. Due droni ucraini si sono schiantati domenica in Finlandia, a sessanta chilometri dal confine russo, e Kiev è corsa ai ripari con una mossa diplomatica inedita: scuse ufficiali a Helsinki, accompagnate da una fredda accusa contro Mosca.

Interferenze russe dietro la deviazione

L’ambasciata di Kiev ad Helsinki ha spiegato che i velivoli non avevano alcuna intenzione di violare lo spazio aereo finlandese. «Erano diretti altrove», si limita a dire la nota, senza precisare l’obiettivo originale. Ma il sospetto è forte: i droni facevano parte dell’offensiva di Kiev contro i porti petroliferi russi di Primorsk e Ust-Luga, vicino a San Pietroburgo. Un attacco che, però, ha incontrato il muro delle interferenze russe. Mosca ha disturbato i segnali GPS, la rotta si è piegata, e i droni hanno finito per atterrare in territorio neutro.

Uno dei due, un AN-196, è rimasto intatto. Gli artificieri finlandesi lo hanno fatto brillare in un’area isolata: dentro c’era ancora la carica esplosiva. Dell’altro, invece, sono stati trovati solo frammenti. Forse è esploso in volo. Nessun ferito, ma tanta paura. E tanta politica.

Zelensky e stubb: una telefonata per evitare il peggio

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato il suo omologo finlandese Alexander Stubb. «Ci siamo capiti subito», ha twittato Zelensky. «Condividiamo tutte le informazioni necessarie». Una formula diplomatica per dire: «Non vogliamo un incidente internazionale».

Helsinki, per ora, non alza la voce. Ma la pazienza ha un limite. La Finlandia è da due anni nella Nato, e il confine con la Russia è più teso che mai. Se i droni ucraini sono entrati per errore, la prossima volta potrebbero essere russi. O peggio.

Lo spazio aereo del Baltico è un covo di frequenze disturbate. I sistemi di guerra elettronica russi – Krasukha, Repellent, Shipovnik – lavorano 24 ore su 24 per deviare droni, missili e satelliti. Kiev lo sa. E ora lo sa anche Helsinki. Il rischio è che questo incidente non sia l’ultimo. E che la prossima volta le scuse non bastino.