Argentina, il più costoso dell'america latina: l'allarme di alta
L’aumento del 15% nella tariffa di sicurezza aerea ha catapultato l’Argentina in cima alla classifica dei costi più elevati del continente, un colpo durissimo per il settore del trasporto aereo.
Peter cerdá, ceo di alta, non nasconde la preoccupazione: «questa decisione attenta al ribasso la crescita record e mette a rischio la competitività»
Il riferimento di ALTA, che riunisce la maggioranza delle compagnie aeree latinoamericane, denuncia un aumento complessivo superiore al 35% negli ultimi due anni e mezzo, alimentato da una combinazione di tasse e imposte che gravano pesantemente sui passeggeri.
La nuova tariffa, in vigore dal 28 maggio, prevede aumenti significativi per voli nazionali (da 20 a 6.500 pesos per passeggero) e internazionali (da 8 a 9 dollari), con un impatto diretto sui prezzi dei biglietti. Un volo da Jujuy a Ushuaia, quasi 3.200 chilometri, potrebbe costare oltre 8.320 euro solo per il sorvolo, un valore due volte superiore a quello europeo.

Il costo del cielo argentino: un ostacolo alla competitività
«I voli che provengono dalle Americhe cercano di evitare lo spazio aereo argentino a causa di questi costi proibitivi», sottolinea Cerdá. Un quadro allarmante che rischia di far evaporare i recenti successi della nazione, segnati da una crescita del 18% del traffico passeggeri, il più alto della regione.
La pressione su Luis Caputo, ministro dell’Economia, è forte: ALTA chiederà un intervento immediato per invertire questa tendenza. Un appello urgente, data la minaccia che incombe sui risultati raggiunti.
Nonostante il boom del ‘cielos abiertos’ – la politica di apertura del mercato aereo lanciata nel 2024 – le tariffe sono destinate a impattare negativamente sul settore. Un paradosso che richiede una soluzione rapida.

Dati contrastanti: crescita vs. costi
La nazione ha registrato un miglioramento significativo nel primo quadrimestre, con 3.906.057 passeggeri accolti negli aeroporti e un nuovo record mensile di 1.324.891 passeggeri internazionali. Ma la strategia di apertura del mercato, se non gestita con attenzione, rischia di tradursi in una trappola per il settore.
La Federalizzazione dei servizi aerei procede a ritmo sostenuto: 196.745 viaggiatori hanno attraversato i confini senza passare per Buenos Aires, un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. Un dato che, tuttavia, non cancella l’allarme legato ai costi elevati.
Il ministro Caputo celebra il successo del primo semestre, ma Cerdá resta severo: «Se questo aumento dovesse continuare, i record potrebbero essere cancellati nel 2026. Il governo deve agire con trasparenza».
