Il governo britannico studia fondi alle famiglie per il botto delle bollette: petrolio a 116 dollari
È partita la caccia alle famiglie che non ce la faranno. Mentre il barile di Brent sfonda quota 116 dollari e il petrolio viaggia verso un rincaro mensile del 60%, a Whitehall si lavora notte e giorno per evitare il repeat del disastro del 2022, quando i sussidi finirono anche nelle tasche dei top earner.
L’idea calda, ora, è usare il Crisis and Resilience Fund (CRF) da un miliardo all’anno: i comuni riceverebbero liquidità extra da versare solo a chi davvero rischia il blackout finanziario. Niente più buoni universali. Il nome in codice è “targeting”, e la ministra del Lavoro Torsten Bell lo sta limando con il Tesoro perché non restino fuori gli stipendi troppo alti per il welfare ma troppo bassi per respirare.
Il nodo: chi merita il salvagente
Il problema è la griglia. Nei 14 mesi successivi all’invasione russa l’aiuto medio per i 10% più ricchi è stato di 1.350 sterline. Stavolta il cancelliere Rachel Reeves promette rigore: «Regole ferree sul deficit, tassi sotto controllo». Tradotto: niente regali, solo prestiti e pochi. Il mercato già fischia: il rendimento del decennale UK ha toccato il 5% venerì, massimo dal 2008.
Il piano CRF permetterebbe di dribblare il limite: i comuni individuano i vulnerabili, erogano micro-grant e il debito resta fuori dal bilancio centrale. Un escamotage contabile che ricorda i tempi di Unicredit, quando si scaricavano le sofferenze sulle controllate estere. Funzionava, finché reggeva la fiducia.

L’europa corre, londra conta
Madrid ha già tagliato l’Iva sui carburanti, Berlino impone un solo rincaro giornaliero alle pompe. Macron stanzia altri 600 milioni per 700 mila nuclei in più. Londra ferma: osserva, timbra i numeri, spera che il Cebr non alzi la stima del deficit oltre i 100 miliardi previsti.
Il think tank Resolution Foundation avverte: «Se il conflitto si allunga, le bollette britanniche potrebbero toccare 2.000 sterline l’anno da luglio». Metà delle famiglie, circa 14 milioni, ha già venduto un oggetto o scavato nel risparmio per comprare il pane. Il fondo di resilienza è l’ultimo cappello prima che il ceto medio finisca nel precipizio.
Reeves lo sa: o trova il bersaglio giusto o il prossimo shock non lo pagherà il mercato, ma il voto.
