A 200 km/h senza patente: il bolide della morte sulla a3
Un ragazzo di 19 anni ha premuto l’acceleratore a tavoletta, 200 km/h sul tachimetro, quattro coetanei appesi ai sedili e un foglio di via che già gli vietava di guidare. È successo sabato sera sulla A3, tratto Erlangen-Würzburg. Il video dell’azione della polizia bavarese mostra una Golf grigia che fila come un proiettile nella corsia di mezzo, supera un TIR, poi un’altra auto, poi un’altra ancora. Nessuno dei cinque ragazzi ha ancora compiuto 20 anni.
Il «giro» è cominciato alle 21:30
L’auto è uscita dal casello di Fürth/Erlangen con le luci alogene spente per non farsi notare. Il limite era 100 km/h, lui ha toccato 196. Allo svincolo per la A73 ha sterzato bruscamente, infilandosi nel margine d’emergenza per saltare la coda. Lì ha toccato i 199 km/h. Due chilometri dopo ha lasciato l’autostrada, è entrato in città, ha scavalcato due semafori rossi e si è fermato solo quando una Volante gli ha tagliato la strada. Gli agenti hanno trovato il portafoglio vuoto: niente patente, sospesa da un mese per eccesso di velocità precedente.
Il ragazzo, incensurato ma già noto per altri illeciti stradali, rischia ora il penale: «concorso in gara illegale» e «guida in stato di sospensione». Le sanzioni amministrative sono il meno: 1.400 € di multa, 6 punti, confisca immediata del veicolo. Se il giudice riconosce il reato di «autoracing» la pena sale a tre anni e la patente potrebbe non tornare prima di dieci.

Il passeggero seduto davanti aveva 16 anni
Nei sedili posteriori altri tre adolescenti, il più giovane appena 16 anni. Nessuno indossava la cintura. «Per loro è stata una lezione gratis», commenta il portavoce della polizia, «per il conducente sarà molto più costosa». I genitori dei minori sono stati avvisati sul posto: dovranno presentarsi al comando per la verbalizzazione del mancato uso delle cinture, 60 € a testa e un punto ciascuno.
L’autovettura, intestata alla madre del 19enne, è stata sequestrata. Per riottenere la chiavi servirà un legale e una perizia che dimostri che non verrà più prestata al figlio. L’assicurazione, nel frattempo, ha già avviato la procedura di recesso: la polizza è andata in fumo in 30 minuti di follia.
Sul banco degli imputati finirà anche il cellulare trovato sul cruscotto. Gli investigatori verificherà se il conducente stesse trasmettendo in diretta su Instagram, come emerso da una testimonianza. In caso affermativo, la procura potrebbe aggiungere l’aggravante di «pubblico incitamento a comportamenti pericolosi».
La strada è tornata normale alle 22:45, ma l’eco dell’episodio continua a rimbombare nei gruppi WhatsApp dei giovani della regione. Qualcuno lo chiama «pilota», altri «idiota». I numeri sono chiari: a 200 km/h l’energia cinetica è 11 volte superiore a quella di un’auto che viaggia a 100. L’impatto, se fosse avvenuto, non avrebbe lasciato superstiti. Questa volta il botto si è fermato al casellante. La prossima, avverte la polizia, potrebbe essere l’ultima.
