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Dotcom vende la villa da 15 milioni: il lusso è un alibi per la sua ultima fuga

Chi ha detto che un indagato non può godersi il tramonto sul lago Wakatipu? A Queenstown è appena tornata in vendita la villa di 650 m² che guarda le Remarkables come un quadro dipinto dall’acqua. Prezzo: 15 milioni di dollari neozelandesi, circa 7,5 milioni di euro. Proprietario di carta: una società controllata da Elizabeth Dotcom, moglie di Kim Dotcom, l’uomo che il FBI vorrebbe vedere in manette da dodici anni.

La casa è un set, il processo è reale

Five camere da letto, tre bagni, pavimenti riscaldati, cucina firmata e un camino che sembra uscito da un catalogo di architettura scandinava. Pochi metri più in là, sentieri che si perdono nella tundra e un club house sul lago con piscina riscaldata. Sembra un spot per milionari in fuga, e in effetti lo è. Perché il vero affitto che si paga qui è alla giustizia: Dotcom aspetta ancora l’estradizione negli Stati Uniti per pirateria informatica e riciclaggio, accuse che secondo Washington hanno fruttato oltre 175 milioni di dollari illeciti con Megaupload.

La villa era già comparsa sul mercato lo scorso autunno, poi è sparita. Il 25 marzo è ricomparsa, come un segno dell’ora: si vende tutto, si compra tempo. L’avvocato di Dotcom non ha risposto alle domande del New Zealand Herald. Silenzio che suona come un nuovo server spento, l’ennesimo file cancellato.

Il patrimonio congelato respira ancora

Il patrimonio congelato respira ancora

Dopo il raid del 2012, gli americani hanno sequestrato conti, mega-yacht, jet privati. Ma le società di famiglia continuano a scorrere come proxy in una rete che non si arrende. Il tribunale neozelandese ha assegnato a Dotcom una mensilità di decine di migliaia di dollari per spese legali e vita quotidiana. Un lusso concesso, una ironia: più soldi gli arrivano per difendersi che non per farli.

Chi comprerà la villa potrà scegliere se ignorare il passato o raccontarlo agli ospiti sorseggiando sauvignon blanc. Il cielo del Sud Island resta identico, ma il nome sulla porta è un reminder: ogni panorama ha un lato oscuro, e ogni prezzo nasconde un processo.