Germania taglia i «pseudocare» e tassa la coca: 40 miliardi da trovare entro il 2030
Berlino si prepara a scardinare il welfare sanitario più costoso d’Europa. Da oggi massaggio anti-stress e fiale di omeopatia usciranno dal catalogo delle prestazioni rimborsabili, mentre sigarette, superalcolici e bibite zuccherate pagheranno di più. Il pacchetto è pronto: 66 misure, 483 pagine, un buco da 40 miliardi l’anno da colmare entro il 2030.
Il piano salva-gesetzliche krankenversicherung
La commissione nominata dal governo Scholz ha presentato il rapporto finale insieme alla ministra della SaluteNina Warken. Tra le linee guida: ticket più alti per i pazienti, meno esenzioni, taglio netto alle «prestazioni di dubbia efficacia». Tradotto: addio ai trattamenti spa in prescrizione e ai rimedi diluiti senza prova di efficacia. Lo Stato, le casse malati, le cliniche, le farmacie e i medici dovranno stringere la cinghia.
La Germania spende per la sanità il 11,2 % del Pil, più della media Ocse, ma si colloca solo al 23º posto in Europa per aspettativa di vita. Un paradosso che costa caro: la Gesetzliche Krankenversicherumg (Gkv) registra già nel 2027 un disavanzo da 15 miliardi. Nel 2030 la cifra raddoppierà, se non si interviene.

Tasse e tagli: chi paga il conto
La Steuer auf zuckerhaltige Getränke – la tanto discussa tassa sulle cola – arriverà a 0,20 € per litro. Le accise su tabacco e alcolici saliranno del 10 % nel triennio. I contribuenti percepiranno meno detrazioni, i farmaci generici saranno imposti per legge, le centrali del farmaco dovranno accettare sconti più aggressivi. Perfino le cliniche dovranno pubblicare i propri costi per intervento, in nome della trasparenza e della concorrenza.
Ma c’è un dettaglio che pochi mettono in evidenza: i disoccupati e i percettori di Grundsicherung perderanno l’esenzione dal ticket. Per loro, dal 2026 in poi, anche una visita dal medico di base potrà costare 10 € a colloquio. Un modo per «responsabilizzare», dicono i tecnici. Un modo per escludere, dicono le associazioni.
Il modello tedesco alla prova del futuro
Il progetto legislativo dovrà passare al vaglio di Scholz e della coalizione semaforo. I sindacati medici già annunciano mobilitazione: «Non si può salvare la Gkv sulla pelle dei pazienti». I vertici delle casse temono un’ondata di disdette, se i premi aumenteranno troppo. Le aziende di bevande hanno lanciato una campagna «No alla cola-tax» che ricorda quella contro la sugar tax francese.
La partita si giocherà in autunno, quando il Bundestag tornerà a dibattere la riforma più ambiziosa dagli anni ’90. Intanto il ministero della Salute ha già previsto 25 milioni per una campagna informativa: «Sanità più giusta» è lo slogan. Il prezzo, però, lo pagheranno proprio i cittadini: più tasse, più ticket, meno servizi. La scommessa è che l’efficienza compensi la rabbia. Le urne del 2025 diranno se i tedeschi ci hanno creduto.
