Harry potter rifatto in serie: i bambini-protagonisti incassano 575.000 € a testa prima di dire ‘wingardium leviosa’
Non hanno ancora imparato a pronunciare ‘expelliarmus’ e già hanno in tasca quasi mezzo milione di euro. A Londra, sul set della nuova serie HBO dedicata a Harry Potter, i tre pre-adolescenti scelti per interpretare Harry, Hermione e Ron stanno firmando contratti che farebbero arrossire un manager di Wall Street: 575.000 euro ciascuno per la prima stagione, otto episodi, 70.000 euro a puntata. Età media: dodanni.
Il maghetto che batte lo stipendio di un neurochirurgo
La cifra, anticipata da tabloid britannici e confermata da due fonti vicine alla produzione, non è un anticipo sul successo: è la paga base. Nessuna scala mobile legata agli ascolti, nessuna clausola “se esplodi, ti raddoppiamo”. Solo un bonifico fissato prima che il ragazzo con gli occhiali tondi dica la prima riga. Per metterlo in prospettiva: un primario di ospedale prende circa 120.000 euro lordi l’anno. Questi bambini, in sei mesi di riprese, ne portano a casa quasi cinque volte tanto.
Il trucco sta nel formato. La serie promette di “rileggere” i sette libri di Rowling con il contagocce: ogni stagione – si parla di otto ore contro le 150 minuti del film del 2001 – avrà spazio per scene mai girate, dialoghi recuperati, personaggi secondari promossi protagonisti. Tradotto: più giorni di set, più richieste di presenza, più cachet. E più rischio di burnout per dei ragazzi che ancora fanno i compiti a casa con la mamma.

La maledizione dei giovani milionieri di hogwarts
Chi ha già vissuto quella corsa è Daniel Radcliffe. Nel 2001 firmò per 870.000 euro. Dieci anni dopo, per gli ultimi due film, la sua parcella era salita a 43,5 milioni. Una scala che HBO sembra decisa a ripercorrere: le clausole prevedono un aumento automatico del 40% a stagione se l’indice di ascolto supera il 20% di share nel target 4-34 anni. In pratica, se i ragazzini continuano a cliccare, i ragazzini sullo schermo diventano paperoni prima del diploma.
Il lato oscuro? I genitori hanno dovuto accettare un “trust blindato”: il 70% dello stipendio finisce in un fondo blindato fino al diciottesimo compleanno. Il resto coprirà, forse, le bollette di un autista privato e il tutor on set, obbligatorio per legge. Nessuna Ferrari per il compagno di banco.
La produzione, intanto, ha già prenotato gli soundstage di Leavesden fino al 2029. Se i calcoli sono corretti, il nuovo Harry – Dominic McLaughlin, 11 anni, mai apparso in un ruolo da protagonista – potrebbe chiudere la trilogia da protagonista con un patrimonio superiore ai 20 milioni. Magari senza mai aver visto un girasole dal vivo, ma con la voce rotta dalle interviste.
La lezione? A Hogwarts non servono solo bacchette magiche. Bastano i diritti tv.