Il carburante vale oro: scatta la caccia ai serbatoi, ladri in azione da nord a sud
Non è più solo un aumento in bolletta. È il rumore di un trapano sotto il cassone di un camion parcheggiato, il fiato sospeso del benzinaio che vede svuotare la colonnina notte dopo notte. In Germania il gasolio ha superato 1,9 €/l, la verde sfiora i 2, e la cronaca nera ha già cambiato merce: benzina e diesel sono diventati bottino prezioso, facile da rivendere e difficile da tracciare.
Nei dossier della Polizei, raccolti tra Stuttgart e Monaco, compaiono numeri da guerra: 1.200 litri sottratti a Salach da un cantiere stradale, 500 litri svuotati in un’area di sosta dell’Enzkreis, un’intera flotta di trattori a Ravensburg spillata come una stripe di api. «Il fenomeno esplode a macchia d’olio lungo le autostrade», conferma un investigatore del LKA Baden-Württemberg. «Gli episodi raddoppiano ogni volta che il prezzo supera la soglia psicologica dell’1,80.
La mappa del nuovo far west
Da Heilbronn a Memmingen il percorso è sempre lo stesso: furgone con taniche, trapano a percussioni, 10 minuti per forare il serbatoio in acciaio, altri 5 per aspirare con una pompa da giardino. Poi via, lasciando a terra una pozza scura che puzza di solvente. Le ditte di autotrasporto contano i danni doppi: carburante rubato più riparazione, 6.000 € di media per mezzo. E non è finita: nei cantieri dell’Ulmese i topi d’autostrada hanno svuotato un tank aziendale da 1.000 litri, disinnescando sensori e telecamere con una semplicità disarmante.
Lo schema è studiato nei minimi dettagli. «Colpiscono tra le 2 e le 4 di notte, quando l’IVA scende e la vigilanza privata gira ogni 45 minuti», spiega un responsabile sicurezza della Ed. Züblin AG. «Portano con sé le stesse attrezzature degli autisti: guanti in nitrile, taniche omologate, talvolta persino le cinture antistatiche. Il tempo di perforare è calcolato: se il serbatoio è in alluminio, ci vogliono 90 secondi; se è in acciaio alto 3 mm, ne servono 210. Conoscono la differenza tra un Euro 5 e un Euro 6 meglio di chi li ha progettati.»
Qualche chilometro più a sud, a Memmingen, la truffa si è fatta psicologica. Una donna ha fatto finta di non riuscere a pagare con la carta, ha piazzato la sua Mini di fronte alla colonnina bloccando il flusso e ha convinto un’ignara automobilista a sborsare 80 € per il suo pieno. Poi è scappata, lasciando la vittima a foot the bill, come direbbero gli inglesi. «Non è un caso isolato», conferma il gestore della stazione di servizio. «Da quando la verde è salita oltre 1,95 €, i “drive-off” – chi parte senza pagare – sono cresciuti del 40%.»

Perché le statistiche arrivano in ritardo
Il BKA, l’FBI tedesco, non ha ancora dati ufficiali sul 2024: le inchieste vengono chiuse a year-end e la categoria “furti di carburante” è ancora aggregata sotto “altri reati contro il patrimonio”. «È come cercare un’ago in un pagliaio di numeri», conferma il portavoce Stephan Meyder. «Quello che possiamo dire è che ogni record di prezzo corrisponde a un picco di denunce: nel 2012, quando il diesel toccò 1,53 €, i casi salirono del 37%. Oggi la soglia è più alta, ma la tentazione è la stessa.»
Le associazioni di categoria temono il effetto domino. «Un mezzo pesante immobilizzato per mancanza di gasolio blocca una media di 4,3 consegne e costa 1.100 € al giorno tra pedaggi e stipendi», calcola Dirk Engelhardt, portavoce di BGL, il sindacato degli autotrasportatori. «Se il fenomeno dovesse crescere come nel 2008, il danno per l’economia tedesca supererebbe il mezzo miliardo.»

Il manuale anti-svuotamento
La polizia stradale ha diramato un vademecum: parcheggiare il camion con il bocchettone rivolto al muro, installare un tappo di sicurezza con serratura a disco, dotare il serbatoio di un sensore di inclinazione che attivi lampeggianti e sirena. Le aziende di logistica stanno testando addirittura l’iniezione di un colorante invisibile che si attiva sotto luce UV: basta un millilitro per ogni 100 litri e il carburante rubato diventa riconoscibile. «Costa 6 centesimi al litro», spiega un tecnico della BASF, «ma consente di incastrare chi rivende il gasolio al mercato nero.»
Intanto, nelle aree di servizio dell’A8 tra Pforzheim e Ulm, i camionisti hanno imparato a turnarsi di notte: ogni due ore qualcuno accende il motore e sposta il mezzo di 50 metri. «Non è paranoia», dice Günther, 52 anni, autista di linea da 30. «È la nuova tassa di soggiorno: se vuoi dormire, paghi in benzina.» Il prezzo lo decide il ladro. E, per ora, non accenna a scendere.
