Iran, un costo incalcolabile: hegseth ammette 37,5 miliardi e trump pesa con un nuovo pacchetto
Washington è in fermento. Il Pentagono conferma ulteriori perdite di vite umane nel conflitto con l’Iran, un bilancio già allarmante di 17 soldati americani caduti. Ma la vera bomba è arrivata dalle parole di Pete Hegseth, Ministro della Difesa:
Un’ingente spesa, un dubbio crescente
Hegseth ha ammesso, di fronte al Senato, che l’operazione militare contro il regime teheraniano ha finora prosciugato le casse americane per la cifra astronomica di 37,5 miliardi di dollari. Una somma che supera di gran lunga le stime precedenti, rivelando la vera portata delle risorse impiegate in un conflitto che sembra non avere fine.
Il Congresso repubblicano, guidato da Trump, è pronto a varare un pacchetto di aiuti da 95 miliardi, la maggior parte destinata a sostenere l’azione militare. Un’iniezione di denaro che suscita già forti critiche, soprattutto da parte dei Democratici, che paventano un’escalation incontrollabile.

Proteste e la minaccia di un’infinita guerra
Durante l’audizione, Hegseth è stato bruscamente interrotto da manifestanti, simbolo della crescente opposizione interna all’intervento. La situazione è complessa: Trump continua a dichiarare che una soluzione è vicina, ma i fatti parlano un linguaggio diverso. Le ultime aggressioni, ora al decimo atto notturno, dimostrano una tenacia implacabile da parte dell’Iran, determinato a controllare la cruciale Strada di Hormuz.
La crescente pressione sui prezzi del petrolio, conseguenza del conflitto, aggiunge un ulteriore strato di incertezza. La strategia del Weiße Haus, lungi dal rallentare, sembra accelerare, alimentando un circolo vizioso di spese e tensioni. È evidente che questa operazione, a dispetto delle promesse, si sta rivelando un peso insostenibile per le finanze americane.
La battaglia nel Represnetantenhaus per il nuovo budget si preannuncia aspra. Il rischio di un’ennesima impasse politica, a fronte di un conflitto che continua a sanguinare, è concreto.