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Korkmaz crolla in panchina: dramma alla qualificazione under-21, il match si ferma

Un urlo di protesta, un passo indietro sul bagnato e poi il silenzio. Egemen Korkmaz, 43 anni, allenatore della Turchia Under-21, è crollato a terra al 37′ del match di qualificazione contro la Croazia, col cranio che ha picchiato sull’erba. Per pochi secondi nessuno ha capito. Poi la corsa dei medici, le mani sulle spalle dei giocatori, il fischietto dell’arbitro che interrompeva tutto.

La scena che ha ghiacciato lo stadio

Due minuti prima Demir Ege Tiknaz era stato espulso per doppia ammonizione. Korkmaz si era scagliato contro la quarta bandiera, ha incrociato lo sguardo dell’assistente e ha fatto per voltarsi. Il piede è scivolato, il corpo si è piegato all’indietro, la testa ha toccato prima il terreno. I calciatori croati hanno alzato le braccia verso il cielo, i turchi si sono inginocchiati. Il pubblico di Rize ha smesso di cantare. Un bambino sulle tribune ha nascosto la faccia dietro la sciarpa.

I sanitari hanno richiesto l’ambulanza già dopo 45 secondi. Sul display luminoso è apparso «Interruzione per emergenza medica». I giocatori sono torni negli spogliatoi, alcuni con le lacrime agli occhi. Il match era fermo sullo 0-0, ma nessuno controllava più il risultato. Il presidente della Federcalcio turca, Mehmet Büyükekşi, è sceso in campo con l’aria di chi ha visto un fantasma.

Dal campo all’ospedale: la corsa contro il tempo

Dal campo all’ospedale: la corsa contro il tempo

Il referto medico preliminare parla di “contusione cranica con perdita temporanea di coscienza”. Korkmaz è arrivato all’Ospedale Regionale di Trabzon sveglio, ma confuso. Gli esami Tac hanno evidenziato una modesta emorragia subdurale: non operativa, sotto osservazione per 48 ore. Il suo staff ha passato la notte sulle sedie di plastica blu del reparto neurologia. Alle 2:14 il CT ha twittato: «È cosciente, chiede il risultato».

La part è ripresa dopo 75 minuti. Croazia e Turchia hanno giocato come chi ha il cervello ancora negli spogliatoi: passaggi sbagliati, nessun tiro in porta per un quarto d’ora. Il cronista locale ha chiuso il suo pezzo con una frase che suona come una metafora: «Il pallone rotolava, ma nessuno lo inseguiva davvero».

La qualificazione europea passa in secondo piano. Il presidente Büyükekşi ha già annunciato un protocollo medico più stringente per le panchine: defibrillatori a portata di mano, ambulanze in campo, esami annuali obbligatori per tecnici over 40. Una misura che arriva troppo tardi per il pomeriggio di Rize, ma che potrebbe salvare il prossimo allenatore che scivola sull’erba bagnata.