Merz accoglie a berlino l'ex jihadista diventato presidente siriano
berlino, 30 marzo 2026. Friedrich Merz ha stretto la mano ad Ahmed al-Scharaa, l'uomo che per anni i servizi di intelligence occidentali classificavano come terrorista e che oggi siede sulla poltrona di presidente di transizione della Siria. Una visita di Stato. Con tutti i crismi del protocollo diplomatico, le bandiere, la scorta, i comunicati ufficiali.
Chi è davvero l'uomo che berlino ha deciso di ricevere
Al-Scharaa non è un personaggio qualunque. Ex comandante di Hayat Tahrir al-Sham, l'organizzazione che gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno a lungo inserito nelle liste nere del terrorismo internazionale, ha guidato la caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024 trasformandosi, nel giro di pochi mesi, nell'interlocutore privilegiato delle cancellerie europee. La velocità di questa riabilitazione diplomatica lascia quantomeno perplessi.
Merz lo ha ricevuto con tutti gli onori. Il governo tedesco ha scelto la linea del pragmatismo: la Siria post-Assad è un vuoto di potere che qualcuno dovrà riempire, e berlino preferisce sedersi al tavolo piuttosto che guardare da fuori. Una logica comprensibile. Ma non priva di costi politici interni.

Il disagio che nessuno vuole nominare ad alta voce
Nell'opposizione tedesca, e non solo, ci si interroga su quanto peso abbiano ancora le classificazioni terroristiche quando diventano scomode per la realpolitik. Al-Scharaa è ancora nella lista nera delle Nazioni Unite. Formalmente. Eppure eccolo a berlino, ospite ufficiale della Repubblica Federale.
Non è la prima volta che l'Europa fa questo salto. Lo ha fatto con figure ben più ingombranti nel corso della storia recente. Ma ogni volta che accade, il messaggio implicito è lo stesso: le etichette contano fino a quando non contano più. E a decidere quando smettono di contare sono sempre e solo i governi più forti.
La visita di al-Scharaa a berlino non chiude nulla. Apre una stagione diplomatica nuova per la Siria, carica di incognite e di silenzi imbarazzanti che nessun comunicato stampa riuscirà mai a coprire del tutto.
