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Moneglia, la liguria che sfugge al turismo: bandiera blu da 34 anni senza coda

C'è un punto sulla costa tra Genova e La Spezia dove le Olimpi Instagram degli influencer finiscono nel vuoto. A Moneglia il segnale 4G arriva, ma la folla no. I pescini d'oro delle Cinque Terre sono lontani appena venti minuti di treno, qui però non esistono code per un cocktail né allarmi rossi per over-tourism. E lo certifica un dato che fa rumore: dal 1990 la bandiera blu non ha mai abbandonato la spiaggia di sabbia grossa, un primato italiano che nessuno racconta.

Moneglia protegge la sua bonaccia dietro un anfiteatro di colline verdi. Il borgo si affaccia sul mare con case color pastello, ma non ha mai ceduto al delirio delle case vacanza. Le 3.000 anime residenti diventano 6.000 in agosto, ma l'effetto-musa non si spezza: i tavoli dei bar restano liberi senza prenotazione, i posti auto si trovano senza parcheggiatore abusivo, i bagni pubblici non hanno mai visto la coda da stadio. «Vieni alle 19:30, trovi posto per l'aperitivo» dice Luca Viacava, terza generazione di gestori del Caffé della Torre. «A Portofino ti guardano male se ordini un cappuccino dopo le 11. Qui nessuno ti guarda.»

La ricetta anti-cinque terre: treni, sentieri, zero influencer

La mattina presto i treni Regionale fermano ogni 60 minuti. Scendono famiglie con zaino e telo mare, non caravan di YouTuber. Il biglietto costa 4 euro, 7 se arrivi da Genova. Il sentiero panoramico che collega Deiva Marina a Sestri Levante passa per Moneglia: 11 chilometri di crinali tra uliveti secolari, nessuna scalinata a pagamento, nessun facchino a chiedere 5 euro per portarti lo zaino. Il Comune ha appena rifatto la segnaletica: il legno è locale, le frecce sono vernici a base d'acqua. Non esiste app ufficiale, nemmeno un QR code. «Se vuoi perderti, ti perdi davvero» sorride Marina Repetto, guida ambientale escursionista. «Ma il GPS ti riporta indietro.»

Il Comune spende 180.000 euro l'anno per pulizia spiagge e raccolta differenziata, cifra che a Santa Margherita Ligure copre solo luglio. Il risultato: 34 bandiere blu consecutive, record assoluto in Italia. «Non è un premio, è una barriera» spiega l'assessore al Turismo Paola Oreggia. «I turisti low-cost che cercano solo ombrellone e birra alla spina passano oltre. Per loro esistono altri lidi.»

Il tramonto che non va in diretta: luci, camera. assenza

Il tramonto che non va in diretta: luci, camera. assenza

Alle 20:30 l'intero lungomare diventa set naturale. Il sole cala dietro il promontorio di Punta Moneglia, il cielo si tinge d'arancione petrolio, le barche da pesca oscillano ancora in orizzontale. Nessuno apre TikTok, nessuno chiede il Wi-Fi. Il ristorante La Perla del Mare ha 40 coperti: ha rifiutato tre proposte di delivery perché «il pesce arriva alle 16:30, alle 21:00 è già troppo tardi per consegnarlo in scooter». Il conto medio è 38 euro, vino compreso. A Monterosso supera i 60.

Il camping Valle chiappella, 15 minuti a piedi dal centro, è l'unico struttura della zona con vista a 180 gradi. A metà agosto una piazzola per due persone e tenda costa 28 euro, meno di un drink in riva al mare a Portofino. «Abbiamo rifutato l'offerta di un gruppo tedesco che voleva comprare tutto il colle per farne villaggi con piscina» racconta il titolare Giancarlo Garibaldi. «Qui l'acqua è già piscina, basta entrare.»

La sera scende la luna, non il DJ. Le uniche casse sono quelle del bar centrale che chiude alle 23:30. Il questore di La Spezia conferisce: «Zero ordinanze anti-alcool in dieci anni». I vigili urbani fanno due passaggi serali, mai multe per abbandono di rifiuti. L'ultimo turista denunciato? Un ragazzo di Milano che aveva montato un forno a legna sul bagnasciuga per fare pizza. Multa: 300 euro. Ha pagato senza protestare.