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Roma ferma sea-watch 5: 20 giorni di blocco e 10.000 euro di multa

La Sea-Watch 5 è stata arrestata per la seconda volta in un anno. Venti giorni di fermo amministrativo e 10.000 euro di multa: è la sentenza firmata dal ministero dell’Interno dopo il salvataggio di 93 vite nel Canale di Sicilia. Il reato? Aver scelto il porto di Trapani invece di Augusta, a 1.100 km di distanza.

Il decreto piantedosi alla prova dei fatti

La norma che Roma chiama “sicurezza” e le Ong chiamano “sabotaggio” è entrata in vigure tre anni fa. Obbliga ogni nave di soccorso a dirigersi immediatamente al porto assegnato, anche se significa giorni di navigazione extra e costi triplicati per l’organizzazione. Sea-Watch ha calcolato: solo il carburante per arrivare ad Augusta avrebbe superato i 35.000 euro. Il capitano ha optato per Trapani, più vicina e con condizioni meteo migliori. La Guardia Costiera ha reagito con l’impound e la denuncia per “non aver ottemperato alle disposizioni”.

Lo scarico dei migranti è avvenuto lo stesso, mercoledì notte, ma la nave è rimasta ormeggiata sotto sequestro. Gli ispettori hanno trovato “irregolarità tecniche” – una valvola di sentina non a norma e un certificato di sicurezza scaduto da tre giorni – che secondo Sea-Watch sono “pretesti amministrativi”. Il risultto: un altro mese senza operazioni di soccorso attive nel Mediterraneo centrale, dove quest’anno sono già 12.500 gli arrivi, +35% sul 2024.

Cifre che parlano da sole

Cifre che parlano da sole

Dal 2022 i natanti delle Ong sono stati bloccati 42 volte per un totale di 650 giorni di inattività. Nel solo 2025 la Sea-Watch ha perso 67 giorni tra fermo tecnico e amministrativo. Il costo? Oltre 800.000 euro di spese legali, carburante bruciato in più e donazioni bruciate in porto. Intanto le partenze dalla Tunisia non si fermano: 47 barconi partiti nell’ultima settimana, 11 affondati prima che qualcuno li soccorresse.

La Meloni lo chiama “contrasto al traffico di esseri umani”, le Ong “ostruzionismo sistematico”. Il punto è che, con o senza Sea-Watch 5, i flussi non calano: lo dimostra il record di arrivi senza documenti – due su tre sbarcati nel 2025 – e la coda di richiedenti asilo nei centri di identificazione di Lampedusa e Pozzallo, ormai al 180% della capienza.

Roma risponde con un nuovo decreto in arrivo: multe fino a 50.000 euro per chi viola l’assegnazione del porto e possibile confisca della nave in caso di recidiva. Sea-Watch già annuncia ricorso al TAR e raccolta fondi. La partita si giocherà in tribunale, mentre nel Canale resta un vuoto di 37 metri di lunghezza che nessuna guardia costiera italiana colma.