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Un leone interrompe il picnic di un gruppo di turisti: il video che spopola

Il caffè era ancora caldo, i sandwich appena sfornati dal picnic basket. Poi, un ruggito. Un leone maschio è sbucato tra i cespugli di acacia nel Kruger National Park e ha trasformato la pausa pranzo in una scena da brividi.

Il momento in cui il predatore aggira i tavoli pieghevoli

Le immagini, girate da un passeggero sudafricano sabato scorso alle 00:43, mostrano l’animale che avanza a passo di carica, muso umido, coda che sbatte contro le sedie pieghevoli. Nessuno urla. Si sente solo il click continuo delle reflex e il respiro trattenuto di una bambina: «Mamma, è così vicino…».

Il ranger di turno, Pieter Coetzee, ha impiegato trenta secondi per raggiungere il gruppo, ma il leone – un esemplare di cinque anni noto agli addetti come “Mohawk” per la criniera biforcuta – aveva già fiutato il cestino termico e se ne andava con in bocca un rotolo di prosciutto e formaggio.

«Non è fame, è curiosità», spiega Coetzee. «I leoni associamo l’odore del pane fresco ai rifiuti dei lodge. È un’abitudine che li sta trasformando in scrounger di lusso».

Il business del safari sta cambiando pelle

Il business del safari sta cambiando pelle

Il parco ha registrato 47 avvicinamenti “a tavola” nel 2025, il doppio del 2022. Il motivo? I tour operator puntano suibrunch nella savana per distinguersi su Instagram. Risultato: più cibo, più avvistamenti, più pericolo. L’ente gestore valuta ora un divieto di pasti all’aperto nelle aree a densità di grandi felini superiore a 0,8 ogni 10 km².

Il video ha già superato 12 milioni di visualizzazioni e sta alimentando un dibattito sui limiti del turismo predatorio. «Stiamo trasformando i parchi in ristoranti a cielo aperto dove il cliente è anche il piatto del giorno», tuona Marina Rizzo, biologa dell’Università di Johannesburg. La cifra è lì, a parlare: negli ultimi 18 mesi, i big five hanno danneggiato 132 veicoli durante interazioni legate al cibo, con un costo assicurativo di 3,7 milioni di euro.

Intanto, Mohawk ha già fatto perdere le sue tracce. Il prosciutto è sparito. I turisti sono tornati al lodge con il cuore in gola e una storia da raccontare. Il ranger chiude il suo rapporto serale con una battuta: «Almeno questa volta il conto lo ha pagato lui.»