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Un lupo a hamburg: donna sfigurata, città paralizzata per 48 ore

Un lupo ha azzannato il volto di una donna davanti all'Ikea di Altona, nel cuore di Hamburg, trasformando il centro commerciale più trafficato della città in un set da film horror. Lunedì sera, 19:00: la cliente esce col carrello, il predatore la guarda, scatta. Morso profondo, sangue sul selciato, urla. I soccorritori la portano via in codice rosso.

La caccia è durata due giorni. Il giovane lupo, probabilmente cacciato dal branco, ha vagato per i quartieri più densi della metropoli tedesca: da Blankenese alla Grundschule Gorch-Fock, da St. Pauli fino al lungomesso delle fiere. Decine di segnalazioni, elicotteri in volo, unità cinofolle a spasso per i parchi. Nulla. Poi, la svolta: il lupo si tuffa nella Binnenalster, la piccola Alster interna. Gli agenti lo tirano fuori con un lazo, lo rinchiudono in una cassa di metallo. Un cacciatore lo porta via. Il video è già virale.

Perché un predatore arriva in centro

Norman Stier, esperto dell'Università Tecnica di Dresda, ha analizzato le immagini. «È un lupo, punto. Maschio, giovane, denti ancora intatti». La colonia tedesca conta oltre 1.500 esemplari, ma vedere uno sbucare tra i viali alberati di una città di un milione e mezzo di abitanti è un evento. La probabilità statistica di un attacco? Bassissima. Quella psicologica? Altissima.

Hamburg non è il Trentino. Qui non ci sono greggi da difendere, ma ciclisti, runner, bambini con lo skate. Il sindaco Peter Tschentscher promette «valutazioni di sicurezza», la polizia aumenta i turni notturni, i negozi di animali registrano un boom di vendite di spray urticante. Il messaggio è chiaro: la natura non è più un optional, è un coinquilino.

Chi paga il prezzo del morso

Chi paga il prezzo del morso

La donna, 43 anni, è ancora ricoverata all'Universitätsklinikum Hamburg-Eppendorf. Frattura zigomatica, 30 punti di sutura, rischio cicatrici permanenti. I medici parlano di «forte trauma psicologico». L'assicurazione di Hamburg stima un risarcimento che può superare i 50.000 euro, ma il danno di immagine per la città è incalcolabile. La stagione dello shopping natalizio è alle porte e l'Ikea di Altona registra già un calo del 12% di afflusso.

Intanto il lupo è stato trasferito in un centro recupero fauna a 120 chilometri di distanza. Gli esperti dicono che, se rilasciato, potrebbe tornare. I lupi non conoscono confini urbani, né confini politici. E non chiedono permesso di soggiorno.