Un'auto con 47 difetti girava con l'etichetta tüv appena scattata: ora indagano sulla truffa

Una macchina che non avrebbe mai dovuto superare il viale del casello ha percorso l’A67 con la plastica dell’etichetta TÜV ancora lucida. 47 difetti, alcuni da film dell’orrore meccanico: portiera lato guida bloccata, spie di allarme che ballavano come alberi di Natale, freni da brivido. L’ha fermata la polizia hessiana il 20 marzo. Il conducente, 50 anni, ha giurato: «La revisione è appena fatta». E invece ora è lui, e soprattutto il centro che ha rilasciato il bollino, a finire sotto la lente.

Il giro d’affari delle revisioni “fai da te”

Il giro d’affari delle revisioni “fai da te”

Non è un episodio isolato. In Germania, dove il TÜV è sinonimo di certificazione tedesca, i controlli “light” sono un business che sfiora i 200 milioni di euro l’anno. Bastano dieci minuti, nessun ponte, e il bollino blu è tuo. Il caso di Pfungstadt ha riacceso i riflettori sul sistema: l’ispettore accusato di falso in atto pubblico rischia fino a cinque anni. L’auto è finita al depósito, il proprietario dovrà rifare la visita in un centro “serio” e pagare una multa che può arrivare a 110 euro per ogni difetto non sanato. Faccia i conti: 47 × 110 = 5.170 euro di multa teorica, più i costi di recupero. Una lezione che vale un’utilitaria nuova.

La procura di Darmstadt ha aperto un fascicolo per «falsificazione documentale continuata». Gli investigatori stanno controllando le ultime 500 pratiche del centro sospetto: se il metodo era quello, decine di vetti rischiano di essere richiamati. Il ministero dei Trasporti di Wiesbaden ha già annunciato ispezioni a sorpresa su 60 sedi TÜV in tutto il Land. Il messaggio è chiaro: chi gioca con la sicurezza stradale paga prima o poi il conto.

Il dato che fa tremare chiunque abbia una macchina in garage è che il 12% delle revisioni tedesche nel 2023 ha evidenziato almeno un difetto grave, ma solo lo 0,6% ha ricevuto il bollino senza poi riparare nulla. Una fetta piccola, sì, ma tradotta in numeri significa 42.000 veicoli potenzialmente letali in circolazione. E non serve un’auto di lusso: fra i modelli più “bocciati” c’è proprio la VW Polo, la reginetta delle utilitarie, che nei rapporti TÜV del 2024 ha collezionato insufficienze su luci, sospensioni e sistemi elettrici.

Mentre i verbali vengono scrutinati, i tecnici di Pfungstadt hanno un solo consiglio: «Portate l’auto in un centro con almeno due linee di collaudo e chiedete la scheda di controllo timbrata». Semplice, se non vuoi finire con la macchina ferma sul bordo dell’autostrada e la multa sul cruscotto. Nel frattempo, l’A67 resta il set perfetto per il prossimo episodio: la polizia ha aumentato i posti di blocco. Basta un lampeggio anomalo, e scatta la corsa al falso bollino. Chi ha barato, stavolta, ha già perso.