Wacken blinda il suo festival: 10 mila metri quadri anti-fango per il trentacinquesimo compleanno
Il fango è sempre stato il vero ospite d’onore a Wacken, ma nel 2025 anche i metalhead più incalliti hanno alzato bandiera bianca. Risultato: gli organizzatori del Wacken Open Air hanno stilato un piano anti-materasso che trasformerà il campo in una piattaforma solida per 85 mila stompi. La rivincita del battistrada arriva dal 29 luglio al 1º agosto 2026.
La strategia: piastre, canapa e luci colorate
Al centro della manovra c’è una losa di 10 mila metri quadri che ricoprirà l’infield davanti alle due main stage. Piastre modulari, impilabili in quarantotto ore, promettono di tenere lonti stivali e capelli ricci dall’aspirazione del limo nordico. Un dettaglio che costa quanto un intero palco, ma che il ceo Thomas Jensen non esita a definire «l’investimento simbolo del nostro trentacinquesimo».
Alle piastre si aggiunge un esperimento di agronomia da campo di battaglia: i hanfschäben, residui lignificati degli steli di canapa, verranno sparsi sui tratti più melmosi. Assorbono fino al 200% del loro peso in acqua e, una volta essiccati, diventano materiale da costruzione. Dopo il festival verranno recuperati e venduti alle aziende edili locali, chiudendo un ciclo che profa di economia circolare più che di rock.
Per non perdere nessuno nel buio, arrivano anche lucine led colorate che disegneranno i percorsi principali. Saranno visibili sia sulla mappa cartacea – distribuita in 90 mila copie – sia sull’app ufficiale, che riceverà un aggiornamento in tempo reale in caso di deviazioni imposte dal clima.

Judas priest e 150 colpi di chitarra
Il rimedio al fango non è solo questione di suole: il cartellone è un’altra forma di cemento. Judas Priest tornano a Wacken a cinquant’anni dal loro primo disco, affiancati da Def Leppard e Powerwolf. In Flames, Arch Enemy, Savatage completano la colonna sonora di un anniversario che vuole essere «l’edizione zero del futuro», nelle parole degli organizzatori. Più di 150 gruppi suoneranno su undici palchi, con un budget produzione aumentato del 18% rispetto al 2024.
I biglietti restano a 351 euro, prezzo bloccato per il terzo anno consecutivo, ma la vendita è ancora aperta per un numero limitato di pass. L’obiettivo è riempire l’ultimo 6% di capienza senza ricorrere a dinamiche da mercato nero, fenomeno che nel 2023 aveva fatto lievitare i tagliandi fino a 700 euro sul web.

Il conto alla rovescia è già partito
Mentre i tecnici posano le prime piastre, i camperisti controllano le cinghie degli zaini: il 29 luglio 2026 si avvicina a passo di treno merci. Le previsioni meteo non sono ancora affidabili a 400 giorni di distanza, ma una cosa è certa: il fango questa volta dovrà trovarsi un altro festival da conquistare. Wacken ha deciso di chiudere il cerchio, e non è disposto a sporcare i suoi trentacinque candeline.
