España blinda morón y rota: bases militari chiuse agli usa per un conflitto «illegale» con l’iran
La ministra Margarita Robles ha spento la luce verde: le basi americane di Rota e Morón, spagnolo su carta ma a stelle e striscie nei fatti, non potranno essere usate per colpire l’Iran. Lo spazio aereo spagnolo è blindato. Nessun bombardiere, nessun drone, nessuna rotta di rifornimento. «Una guerra profondamente illegale e ingiusta», ha tuonato la titolare della Difesa, liquidando in una frase l’intera escalation Usa-Teheran.
Il no di madrid arriva quando i radar già monitoravano i primi segnali
La decisione non è un capriccio diplomatico: è un muro eretto in piena notte atlantica. Robles ha telefonato al comando Usa a Napoli e alla Task Force 65 di Rota per rispedire al mittente ogni richiesta di supporto offensivo. I tecnici spagnoli hanno già disattivato i codici di transponder riservati agli F-18 e agli E-3 Sentry che, in teoria, avrebbero dovuto decollare verso lo stretto di Hormuz.
Lo scenario è noto: dagli hangar di Morón partono i Global Hawk che scrutano il Medio Oriente; da Rota salpano navi da guerra con cruise missile in cala. Ora le porte sono sbarrate. Il governo spagnolo teme il danno d’immagine: un Paese Nato che ospina 3.000 marines americani non può permettersi di sembrare complice di un attacco preventivo. E poi c’è il petrolio: 12% dell’import spagnolo transita per lo stretto di Hormuz. Un conflitto bloccherebbe il passaggio, lieviterebbe la benzina a 2,5 euro al litro e manderebbe in tilt la già traballante economia iberica.

L’ira di washington e il conto da un miliardo che nessuno vuole pagare
Il Pentagono ha fatto i conti: senza Rota, per ogni missione bisogna aggiungere 1.800 km di rotta, 42 tonnellate di carburante extra e sei ore di volo. Tradotto: costi operativi maggiorati di 1,1 miliardi di dollari l’anno. Gli advisor di Trump già mormorano di «rivedere» la cooperazione contro i jihadisti nel Sahel, dove Madrid conta sul satellite americano per le sue operazioni in Mali. Ecco il gioco: chi toglie le chiavi del garage perde l’accesso al garage stesso.
Intanto, a Rota, i militari spagnoli hanno issato la bandiera europea sopra la stella-spettro degli Stati Uniti. Un gesto simbolico, ma fotografato da tutte le agenzie. È il nuovo spirito europeo: più difesa autonoma, meno sguardo obliquo verso Washington. Il prossimo passo? Forse un vertice Ue- Nato per ridefinire le regole d’ingaggio sul suolo comunitario. Perché, alla fine, la vera domanda non è «perché ora», ma «perché non prima».
