Euro al minimo in brasile: 6,02 reais e la flessione non accenna a fermarsi

6,02 reais. È il prezzo con cui l’euro ha chiuso ieri a San Paolo, un altro gradino rosso in una scala che scende da mesi. In un giorno è bastato un -0,17% per scrivere la quarta seduta consecutiva di perdite. In un anno il calo è del -5,45%. Nessun rimbalzo, solo un lento scivolare che sta trasformando il brasile in un parco sconti per chi arriva da Europa.

Il real resta appeso al filo del deficit

La volatilità è crollata al 3%, contro il 13,2% del 2023. Sembra una buona notizia, ma è l’illusione di chi guarda il grafico senza leggere i conti pubblici. Il deficit è salito all’8,5% del Pil, il debito tocca quota 80%. Il carry trade – il gioco preferito di chi prendeva in prestito in euro e investiva in titoli brasiliani – perde ogni giorno smalto: la Selic scenderà al 12,5% entro il 2026, riducendo il margine di guadagno.

La UBS ha già stilato la parcella: il real si deprecherà ulteriormente. Nel 2026 il cambio con il dollaro arriverà a 5,50, un altro 2% di svalutazione rispetto a oggi. Tradotto: chi cambia 1.000 euro riceverà 27 reais in meno rispetto a un anno fa, ma dovrà pure convivere con un’economia che importa più di quanto esporta e una corrente commerciale in rosso del 3,6% del Pil.

La fed taglia, brasilia no

La fed taglia, brasilia no

La Federal Reserve inizierà presto il ciclo di taglio dei tassi, spingendo capitali verso i mercati emergenti. Peccato che Brasilia, per tenere a bada l’inflazione, dovrà muoversi nella direzione opposta. Il risultato è un conflitto di forze: flussi di denaro che entrano, moneta locale che perde valore. Il turista europeo lo nota solo al bar: una caipirinha che costava 12 reais nel 2023 oggi ne costa 10, ma il cambio ha già mangiato il risparmio.

Il quadro è chiaro: il real non è più la valuta del “rendimento sicuro”. È diventata la valuta del “rendimento condizionato”, legata a doppio filo al deficit che nessuno riesce a ridurre. E l’euro, mentre scivola, continua a registrare nuovi minimi senza che nessuno, a Brasilia, sembri farci caso.